"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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martedì 23 giugno 2009


Il profumo delle madeleines


"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")

Quand'ero piccola e passavo i pomeriggi da mia nonna Anna, mi piaceva tantissimo andare di nascosto nella sua camera da letto, aprire i cassettoni del suo comò (cosa che lei odiava) e infilare il naso per annusare gli odori racchiusi tra le sue camicie da notte, la sua biancheria, i fazzoletti con le sue iniziali, i saponi che odoravano di colonia e di fiori freschi...Sarei rimasta ore a curiosare tra le sue cose e a farmi trasportare da quei profumi così familiari, così rassicuranti!

Quando poi lei se n'è andata, tornando in quella stanza, ho riaperto i cassetti e quell'odore di lei mi ha invaso la mente di ricordi dolcissimi, indelebili, di cui le sarò grata per sempre...Come Proust con le sue madeleines, anch'io credo che spesso i ricordi più lontani siano lì, in fondo alla nostra memoria, e che basti un odore, un colore, un gusto a noi noto, per riportare alla mente sprazzi di vita passata, a cui magari siamo legati con doppio filo. Il cibo per me è questo: evocazione e dono.



Fiorella Mannoia- "Il tempo non torna più"


3 commenti:

  1. ciao gabri!!!!sono Laura.
    mi sono ricordata che avevi un blog..e così sono venuta a farti visita!anche se di corsa ho visto un pò e ti faccio i miei complimenti!
    a prestissimo, certa che la prossima volta mi soffermerò ad "assaporare" ogni pagina..
    bacioni
    Laura F.
    ti ho trovata anche su skype..ma non ti connetti mai? ;o)

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  2. Ciao Gabri,
    sono Sabrina, ti ho incrociata nel blog di Max e non ho potuto fare a meno di venire a cercarti..visto che il nostro blog si chiama pressochè con lo stesso nome...
    Bellissimo un'altra Madeleine. Speriamo di incontrarci più spesso.
    Buona serata.

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  3. @Sabrina: Ciao, benvenuta! :) Ora vado subito a sbirciare il tuo blog omonimo, allora...Ci incontreremo di sicuro! ;D

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