"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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mercoledì 22 luglio 2009

La parte più tenera



Da ieri mi è scesa addosso un po' di tristezza. Niente di definibile o di preciso...una sottile malinconia, una strisciante e antipatica paura per il futuro, la mancanza della sua presenza ingombrante ma indispensabile, un po' di amarezza per un'ennesima brutta notizia di cui non avevo davvero bisogno, insomma, quella sensazione di disagio che si prova quando intorno e dentro non tutto va come vorresti e tu ti senti la persona sbagliata al momento sbagliato...Un sentimento sicuramente condiviso chissà da quante persone, niente di originale, insomma. Però, a rischio di essere banale, oggi mi sento così...E, non so se capita anche a voi, adesso avrei proprio una gran voglia di una di quelle sere d'inverno, in cui fuori fa freddo da gelare il naso, e tu te ne stai a casetta, accoccolata sul divano con il tuo uomo, sotto un enorme plaid di pile, la tua tazza di punch abruzzese nelle mani, sprofondata in fragili certezze, tanto più rassicuranti quanto più lungo sarà l'inverno...
Da qualche anno a questa parte, l'estate non mi piace. Io, la lucertola per eccellenza, quella che non ha mai sentito veramente caldo in vita sua (!), che ha sempre adorato la luce accecante del sole (mai usato neanche occhiali scuri...), che ha sempre aspettato con trepidazione l'arrivo della stagione calda per essere più felice; quella stessa ragazza adesso si trova ad aspettare assurdamente l'inverno...Prodigi dell'età che avanza... :D
Comunque sia, stasera ho bisogno di coccole. Di una brioche morbida e dolce, di una serata tranquilla, di una tisana...fredda che mi ricordi che, dopo tutto, la parte più tenera sta nelle piccole cose. E che le brutte notizie prima o poi smetteranno di arrivare, almeno per un po'.



Dal film "Giuseppe il re dei sogni"- Tu vedi più lontano di me

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Ed ecco, come promesso, la mia "coccola" di ieri sera...
Avevo da parte questa ricetta da tempo, mi incuriosiva tanto. E' di Le Petrin, e quindi una garanzia...! Ho solo fatto qualche minuscola variazione...E' buonissima, soffice, profumata di vaniglia...una ninna nanna perfetta...e un perfetto risveglio!!


Ingredienti

500 gr di farina t55
1/2 cucchiaino di sale
120 gr di zucchero
2 bustine di vanillina
15 gr di lievito di birra
100 ml di acqua tiepida
100 gr di olio di girasole
2 uova
1 rosso d'uovo (o un albume) + zucchero per la copertura
Procedimento
In una ciotola, versare la farina setacciata, aggiungere il sale, lo zucchero e la vanillina. Mescolare e fare la fontana: versarvi il lievito sbriciolato, l'acqua tiepida, l'olio e le uova leggermente sbattute. Mescolare con un cucchiaio di legno per incorporare tutta la farina. Quando l'impasto si stacca dai bordi della terrina, trasferirlo sul piano di lavoro e impastare per qulache minuto, fino a che diventa liscia ed elastica.
(Io ho praticamente "saltato" questi passaggi, perché ho usato la macchina del pane per impastare e quindi ho inserito nel cestello prima i liquidi, il sale, lo zucchero e per ultima la farina, versando al centro il lievito. Ho fatto impastare per qualche minuto, ho spento la macchina e ho fatto lievitare tre ore dentro il cestello, sgonfiando la pasta per 2 volte, ogni ora).Se non avete la mdp, a questo punto rimettete la pasta nella ciotola, coprite con un panno e lasciate lievitare per circa 3 ore. Sgonfiate la pasta 2 o 3 volte.Dare al composto la forma di una corona e metterla delicatamente sulla placca del forno (io l'ho messa in una teglia rotonda col buco). Incidere la superficie della corona con un coltello, a formare delle piccole croci; coprire con un panno e lasciare lievitare per circa 45 minuti.Preriscaldare il forno a 180°, spennellare la superficie della brioche con del rosso d'uovo sbattuto con due gocce d'acqua o con un albume leggermente sbattuto e spolverare di zucchero semolato.
Infornare per circa 20 minuti.


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