"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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martedì 22 settembre 2009

Attesi da un Incontro

Una strada. Un gruppo di persone che camminano da sole. Non si conoscono ancora e non sanno quanto cambierà, di lì a poco, la loro vita. Poi un incontro. Anzi...L'Incontro. E tutte le prospettive si trasformano, cambiano i pensieri, si rinnovano i desideri, si dilatano il tempo e lo spazio e i giorni prendono una forma nuova, inaspettata.
Incontrare un Amico è un dono, quasi mai una conquista; è un'energia nuova che entra all'improvviso nella tua vita e spalanca di botto le porte della tua riluttanza, ti invade l'intimo e tu non puoi fare a meno di cedere alla marea.
Ma quanto è tutto più speciale, quando nel mezzo c'è L'Incontro! Le cose non possono più essere le stesse, la gratuità è senza compromessi, la gioia è libera di essere semplice e si può finalmente essere se stessi...
E allora le lacrime, le risate, le discussioni animate, le notti insonni a pensare, le cene improvvisate, le chiacchiere sommesse a sera tardi, gli scambi fitti di email, i momenti di preghiera e le intimità condivise prendono un gusto diverso. Il gusto del fidarsi senza paura. E questo gusto dalla mia bocca non andrà più via. Anche se scendiamo per un po' da questo treno e sostiamo per riprendere fiato...per raggiungervi di nuovo a metà del viaggio.
Vi voglio tanto bene, ragazzi. Volevo dirvelo qui, "sotto lo sguardo" di chi vorrà leggere e potrà condividere con me la gioia vera di quest'Incontro.



"L'amico è la vostra mensa e il vostro focolare"
Kahlil Gibran







2 commenti:

  1. Mi piace davvero tanto questo blog:)complimenti!

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    1. ...ma grazie!! Chiunque tu sia ;)

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