"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

sabato 3 ottobre 2009

Penne ubriache


Questo piatto mi riporta indietro di un bel po' di anni...Al tempo dell'Università, le mattine in cui mia madre era a scuola e io ero libera di "sperimentare" finalmente cose nuove (lei era eccessivamente tradizionalista) e mio padre, che all'epoca non vedeva ancora i "fantasmi" del diabete, del colesterolo e parenti affini, faceva volentieri da cavia. Non so, forse avevo visto la ricetta su qualche giornale e poi l'avevo appuntata nel mio fedele quadernone ad anelli ed è lì, scritta con la mia scrittura piccola e tonda, da ragazzina, con le "g" che sembravano delle semicrome al contrario, che l'ho trovata l'altro giorno...Breve momento di amarcord e poi la decisione di assaggiarle di nuovo, dopo così tanto tempo!!
Le "penne alla grappa" o anche "al whisky" (a seconda della disponibilità, ma ci stanno benissimo entrambi, pur dando ciascuno un aroma diverso al sugo) o anche ribattezzate "ubriache" per ovvi motivi!, le facevo ogni tanto, perché sono una vera bomba culinaria! Però ogni tanto ci vuole, bisogna concedersi un qualcosa di volutamente ricco e gustoso, sapido e sostanzioso...fa così bene all'umore!!
E poi queste penne sono buone, buone...


Ingredienti

Penne
prosciutto crudo a dadini (gambetto)
peperoncino
grappa (o whisky)
pomodori pelati
basilico
burro
parmigiano grattugiato

Far rosolare il prosciutto con un po' di olio e il peperoncino.
Aggiungere la grappa, far evaporare e poi unire i pomodori pelati. Quando il sughino sarà pronto, aggiungere anche il basilico tritato. Cuocere le penne al dente, scolarle e versarle nella padella col sugo, aggiungere un pezzetto (piccolo) di burro, far mantecare un po' la pasta e spolverare con abbontante parmigiano. Dare una bella mescolata e servire!


Bob Dylan- Changing of the Guards

4 commenti:

Impronte sulla sabbia
Grazie per le impronte che lascerete: commenti, suggerimenti, critiche, semplici saluti...saranno tutti graditi!