"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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mercoledì 20 gennaio 2010

Everything dies, baby, that's the fact...

...but maybe everything that dies someday comes back... (Bruce -"Atlantic City")

Mio padre cambia casa.
Lo so, non è poi una gran notizia e di certo starete pensando:"Sì, va beh...e a me?"
E invece per me è realmente una notiziona. In verità dovrei esserne contenta: la casa dove sta ora è troppo grande, per lui, troppo piena di ricordi e soprattutto si sente molto solo (praticamente nel palazzo sono solo 2 condomini) e il proprietario è una specie di Uncle Scrooge che quando serve non c'è mai e pensa solo ai suoi soldi. Perciò, in fondo, va a stare meglio...
Il punto è che l'appartamento dove andrà a vivere è la metà di quello di adesso e perciò il 90% dei mobili che ha dovranno essere venduti e le cose all'interno regalate...
Praticamente un pezzo intero della mia vita con i miei genitori e della mia infanzia che se ne va in un colpo solo...
I quadri, i libri, le foto appese ai muri, i vestiti di mia madre (sì, lo so, sono quasi due anni, ma molti non ce l'abbiamo fatta a toglierli e sono rimasti nell'armadio), il suo adorato letto (nella nuova camera non c'entra e mio padre vuole comprare un lettino singolo); le lenzuola, tutti i suoi amati ammennicoli riposti accuratamente nella cristalliera...puff! Tutto via, in pochi mesi.
Credo che il mio cuore andrà in frantumi, il giorno in cui vedrò quella casa svuotarsi.
Sì, lo so, "bisogna accettare la realtà", "la vita va avanti", "prima o poi bisognava pur farlo"...e tutte le belle frasi fatte - verissime, per carità!- che persino mio padre continua a dirmi (uomo coraggioso, dall'alto dei suoi 72 anni!), però....però che devo fare, non riesco a non pensare a tutte le immagini della mia vita che sono appiccicate a quei quadri brutti e antiquati, a quel tavolo del salone che mia madre lucidava come fosse uno specchio (quante volte io e mia sorella l'abbiamo presa in giro per questo, chiamavamo il salone "il Museo" e lei si arrabbiava...), alle foto sui muri dello studio: io insieme a mia cugina che ci mettiamo in posa come le reginette della spiaggia (avremo avuto più o meno 12 anni...); mia sorella dall'aria di dark lady, col volto corrucciato; le facciotte buffe dei miei nipotini che ridono da un calendario vestiti da Carnevale...
Non sono mai stata una "feticista", attaccata alle cose, agli oggetti; i miei ricordi sono così forti e così minuziosi, che non ho bisogno delle foto o di un maglione per sentire accanto la presenza delle persone che amo.
Eppure....eppure questo distacco mi fa bruciare lo stomaco e mi serra la gola.
.Spero tanto che mio padre, nella nuova casa, riacquisti un po' della perduta serenità e mi auguro con tutto il cuore che questo trasloco sia per tutti noi una svolta verso altre cose belle, altri ricordi da appiccicare al muro...e poi staccare, come è giusto che sia, al momento opportuno...
...parlando di desideri, e di sogni, vi segnalo un'iniziativa davvero carina, indetta dal blog "Parole appiccicate" . Se avete voglia di buttar giù un commento e condividere con gli altri un vostro desiderio per questo neonato 2010, lasciate il vostro sogno sul blog, tra tutti le 3 persone estratte riceveranno in dono un libro.

La scadenza è il 30 gennaio, perciò...affrettatevi!
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Bruce Springsteen- Independence day
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8 commenti:

  1. ho sentito il bisogno di sfogliare emily dickinson come una volta.ho pensato a te, a noi. so che capirai.
    "la Speranza è quella cosa piumata
    che si viene a posare sull'anima
    canta melodie senza parole
    e non smette mai
    E la senti dolcissima nel vento
    e dura deve essere la tempesta
    capace di intimidire il piccolo uccello
    che ha dato calore a tanti
    Io l'ho sentito nel paese più gelido
    e sui mari più alieni
    eppure mai nemmeno allo stremo
    ha chisto una briciola di me"e

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  2. Ciao, è la prima volta che passo di qui! Non sai come ti capisco! =( Ho perso il conto delle volte che ho tralocato, eppure ogni volta doversi staccare da tutti quei ricordi era una sofferenza... Certo, è necessario, se vuoi lasciarti indietro il passato, ma non è mai una cosa facile...

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  3. @Psy: Hai ragione, non è facile...neanche quando si ha la consapevolezza che è una cosa giusta! Ti ho risposto sul tuo blog... :)

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  4. Gab, che pugno nello stomaco questo tuo nuovo post! Contrariamente a te, io sono legatissima agli oggetti, e li getto via solo quando sento che si sono caricati di troppa energia negativa!!! Ma poichè qui parliamo di ricordi dei famiglia,l'energia contenuta in questi oggetti è preziosa...non so cosa dirti, tranne che l'aria della casa nuova farà sicuramente bene a tutti. In bocca a lupo, Gab. Un abbraccio stritoloso a te e al tuo babbo!

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  5. @Giù: ciao, bella sposina!! :) Le cose che dovevamo dirci, ce le siamo dette stamattina...perciò, che aggiungere: solo un enorme abbraccio!!

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  6. Come ti capisco, quando abbiamo dovuto lasciare la nostra casa a Trastevere (io avevo 30 anni e mi sposavo, i miei si trasferivano in campagna) è stato un colpo dal quale non ci siamo ripresi più...mio padre ci abitava dal 1948!
    Ogni volta che ci passo sotto, e ormai sono passati dieci anni, mi viene un magone...so che cosa stai passando, ti abbraccio

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  7. @Geillis: Grazie, Geillis, fa sempre bene condividere certi pensieri e l'idea di non essere l'unica a provarli, ti fa sentire meno sola...Un abbraccio anche a te!

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Impronte sulla sabbia
Grazie per le impronte che lascerete: commenti, suggerimenti, critiche, semplici saluti...saranno tutti graditi!