"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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venerdì 2 aprile 2010

Paese che vai, pastiera che trovi



La pastiera è il dolce che più di tutti associo alla mia tradizione familiare. Sarà perché mia madre cominciava qualche giorno prima, ad organizzarsi e io vivevo tutte le fasi della preparazione con una voglia tremenda di assaggiarla. O forse perché mi è sempre piaciuto il fatto che questo, per noi campani, è un po' un dolce "da regalo", infatti nessuno ne fa una sola per la sua famiglia, ma si pensa sempre alla zia, all'amica golosa o semplicemente alla vicina di casa, che poi a loro volta ne regalano una anche a te, in una catena interminabile di pastiere che girano per casa per un mese...Mia madre, infatti, ne faceva per un reggimento e per giorni, anche dopo la Pasqua, la nostra colazione era pastiera, pastiera e ancora pastiera...oltre ovviamente al casatiello dolce (che a Caserta differisce dal casatiello rustico napoletano), al tortano (alias casatiello napoletano, ma con le uova sode sopra e dentro la sugna, i ciccioli e taaaaanto pepe; sì, lo so, è un caos, ma Napoli e Caserta hanno spesso tradizioni culinarie diverse, pur essendo così vicine) e alle uova di cioccolato!
Fatto sta, che da quando mia madre non c'è più, ho deciso che la tradizone/catena della pastiera di famiglia doveva assolutamente continuare. Trascrivere la ricetta ricordo che fu un'impresa...mia madre non aveva l'abitudine di annotare niente e le sue dosi erano:"un pugno di zucchero", "un cucchiaio raso o colmo...tu poi vai a occhio..."  :o  "un pizzico", "un bicchiere di latte"...e se poi il mio bicchiere non è grande come il tuo? "va beh, ma più o meno, tu lo vedi, ce ne vuole tanto così..." :-/
Ecco...comunque quel giorno (proprio l'anno in cui se n'è andata, quasi fosse una premonizione), ho insistito, mi sono seduta e, insieme, abbiamo provato a quantificare i "pugni" (io ho una mano mignon...un mio pugno di zucchero, quanto saranno, 30 gr??), i pizzichi e quant'altro.
Ed eccola qui, la nostra, la sua pastiera. E io sono troppo felice che abbia proprio il sapore di lei e delle mattine che odoravano di fior d'arancio.

La pastiera, nei miei ricordi, si fa rigorosamente il venerdì santo. Un po' perché ha bisogno di qualche giorno per prendere sapore e diventa via via più buona. Un po' forse per un masochismo latente, visto che il venerdì santo si fa digiuno e astinenza e preparare dolci e non poterli mangiare è un po' una cattiveria. Comunque, qualunque sia il motivo, io la preparo ancora in quest'occasione.

Vi anticipo che la pastiera è un dolce prettamente di tradizione "familiare", quindi troverete centomila versioni diverse. Quella di mia madre è con la crema pasticciera all'interno, con il grano un po' frullato e senza canditi.


Buona Pasqua!! 

PASTIERA...di casa mia



Ingredienti (per 2 pastiere grandi oppure 4 piccole, di circa 22 cm di diametro)

Per la pasta frolla

800 gr di farina
400 gr di burro
330 gr di zucchero
2 uova + 3 tuorli
la buccia grattugiata di 2 limoni non trattati

Preparate la pasta frolla, dividetela in panetti da 1 kg e fatela riposare almeno 1 ora in frigo. Io sono solita prepararla anche una settimana prima e poi la congelo.


Per la farcia di grano

500 ml di latte
40 gr di burro
500 gr di ricotta di buona qualità
300 gr di zucchero (tranne 2 cucchiai che vi serviranno per la crema)
la buccia grattugiata di un limone
4 uova intere
1 barattolo di grano precotto da 560 gr
1 pizzico di cannella
1 fialetta e 1/2 di fior d'arancio


Per la crema gialla
250 ml di latte
2 cucchiai di zucchero (che avrete messo da parte da prima)
la buccia grattugiata di un limone
1 bustina di vanillina
2 uova intere
2 cucchiai di farina

Fate cuocere a fuoco dolcissimo il grano nel latte, insieme al burro, alla buccia di limone e 1 pizzico di sale, fino a farlo diventare una crema (ci vorranno circa 45 minuti - 1 ora).




Lavorate la ricotta con lo zucchero, meno due cucchiai. Aggiungete le uova, il fior d'arancio e infine il grano cotto. Frullate leggeremente il composto e unite la cannella.

Preparate la crema pasticciera, aggiungetela al composto di grano e amalgamate bene.




Stendete la pasta frolla e rivestitevi degli stampi da crostata (con i bordi bassi) imburrati e infarinati. Versate un paio di mestoli di crema in ogni stampo, fino ad esaurimento. Fate la griglia sulle crostate e infornate in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti. La crostata dovrà essere colorata e la crema rassodata.
Spegnete il forno e fate asciugare la pastiera nel forno spento, fino a che sarà fredda. (questo è un passaggio importante, altrimenti resterà troppo umida all'interno).






12 commenti:

  1. quest'anno provo anche io. E' tanto che lo dico, e quest'anno nani permettendo lo faccio.
    Giusto ieri mi sono fatta un piatto di pasta (scaldata del giorno prima) tutta bruciacchiata... come mi manca, e non la pasta.
    mi piace molto moltissimo questa nuova veste grafica, ma per la foto ehm.

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  2. no scusa gabri, ma hai scritto male il titolo... hihihihi

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  3. ciao carissima....

    mi hai fatto emozionare con il tuo racconto, così minuzioso nei ricordi... tienili sempre lì, vivi, perché quelli non te li porta via nessuno...
    ..è tutto vero appoggio da casertana che le nostre ricette differiscono da quelle napoletane... e il tam-tam pastiera c'è anche da me...
    ... sin da piccola ho vissuto il rito pastiera, e pane di pasqua... mia madre nè faceva delle quantità infinite.... anche adesso che è appena guarita dalla rottura della spalla, si è cimentata nel preparare (a mia insaputa), chissà quante pastiere.. da regalare.. e ogni anno ci prova nel regalarmene una, ma!!! tasto dolente... sono una casertana a cui non piacciono le pastiere... ma io sono strana lo so!!!
    comunque ti mando un grosso abbraccio... e un augurio enorme di BUONA PASQUA....

    ps.: anche mia madre non segna le ricette, e le sue dosi sono o a uova, o pugni.... ^.^

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  4. Ciao cara passo velocemente per farti gli auguri, a presto buona Pasqua a te e famiglia.

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  5. @Chiara: ...dài, provala!! I dolci delle feste mi piacciono un sacco, ogni morso è un ricordo diverso! Devi, anche tu, perché i bimbi abbiano ricordi meravigliosi come i nostri.

    n.b. grazie, non mi ero accorta del titolo... :)))

    @Anna: Ciao, bellissima!! Che bello, tu puoi capirmi davvero.. :)
    Ti auguro una Pasqua serena...anche senza pastiera! ;D

    @Max: Buona Pasqua a te, Max! Un grande abbraccio.

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  6. ...Solo buona Pasqua e un piccolo pensiero nel mio blog...bacione

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  7. che carino il tuo blog...
    ti lascio il mio nuovo indirizzo
    http://unpodibricioleincucina.blogspot.com/
    se ti và passa a trovarmi.. ^_^
    mercy

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  8. Magnifica la tua pastiera. Mi piace anche per quella cremina gialla che hai messo. Io a dire il vero non l'ho mai fatta.... eppure anche se la Pasqua è passata... mi viene un gran voglia di provare a fare la tua! Bravissima

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  9. @Ambra: Grazie, carissima! Sono stata un po' assente....ma vengo subito a vedere il tuo "dono"... :)

    @anna: hai cambiato indirizzo? Però il tuo blog è sempre delizioso...come te!! Baci!

    @Tina: Ciao, Tina, benvenuta!! Grazie, per i tuoi complimenti... :> A dire il vero, quest'anno la pastiera è venuta molto bene, solo avrei dovuto mettere un pizzico di cannella in più...Il "giallo" che vedi è per la presenza della crema pasticciera e poi perché nello schiarire la foto è uscita così... :/ Secondo me dovresti provare anche tu: ti piacerà!!

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  10. Non ricordo chi diceva:"L’importante non è la meta ma il viaggio!". E io sono entusiasta ed orgoglioso di essere il tuo compagno di viaggio!
    Adesso scusami ma vado a mangiare una fettina di pastiera....
    ;)

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  11. grazie gabri!! la tua pastiera ha un aspetto....super invitante!!!!
    la ricetta che seguo io ormai è collaudata da anni...data dalla mamma di un'amica di mia zia, di Napoli. quante varianti che esistono! tutte buone tra l'altro! Buona Pasqua!

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  12. Praticamente come l'ho fatta la prima volta! Buonissima anche così. Ma quante pastiere hai fatto? Avevi a pranzo un'intera caserma? :-D Auguroni, cara! Di vero cuore :-)

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Impronte sulla sabbia
Grazie per le impronte che lascerete: commenti, suggerimenti, critiche, semplici saluti...saranno tutti graditi!