"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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venerdì 24 settembre 2010

Lo stomaco è un elastico: orecchiette con crema di zucchine, zafferano e cozze

Da adolescente pesavo tra i 36 e i 38 kg e per vestirmi andavo nel negozio della 0-12 di una nota marca di vestiti, perché le cose della mia età mi cadevano da dosso…se avessi saputo, allora, che oggi esiste addirittura la taglia XS, forse non ci avrei creduto, visto che io ero costretta a indossare gonnelline a balze con la targhetta interna “9 anni”…Una vera ingiustizia.

Così mia madre mi portò da un nutrizionista, nella speranza che potesse darmi una dieta per mettere su qualche chilo. Ci pensate? Una dieta ingrassante! Quando lo racconto, sembra una barzelletta. Comunque, una sera andiamo lì, il dietologo aveva un’aria seria e professionale, ma sorrideva spesso ed era pure belloccio, a dirla tutta.
Mi fece sedere e mi sottopose a una serie di quiz al limite dell’assurdo (tipo mettere in ordine in base al colore dei cubi di legno colorato, come quelli dei giochi dei bambini) e mi asfissiò di domande della serie:”Ti piaci? E quanto ti piaci? Su una scala da 1 a 10 quanto diresti che ti piaci?” “E agli altri piaci? E quanto? Su una scala da 1 a 10 quanto diresti di piacere agli altri?”
Alla decima domanda simile, io volevo vomitare e pensai che forse il dottore credeva di trovarsi davanti un’adolescente problematica e di sicuro faceva bene a farmi tante domande, ma lì per lì mi sembrò una vera tortura! La verità era che io non avevo fame e che il cibo per me non rivestiva tutta quest’importanza che sembrava avere per gli altri. Voglio dire, per la mia sopravvivenza bastava molto meno di un piatto di pasta al ragù e di una fettona di carne (che tra l’altro odiavo)! Poi il dottor Stranamore mi fece spogliare (vogliamo parlare del fatto che ero in un momento del mese un po’ particolare e che sembravo mia nonna bardata per la notte, con tanto di biancheria contenitiva very anni ’20??) Ok, stendiamo un velo non pietoso…di più.


Alla fine, dopo una visita estenuante che non finiva più (in definitiva io volevo solo essere lasciata in pace nella mia inappetenza), il dietologo sentenziò: “60 gr di pasta a pranzo e 60 gr di pane a cena, cominciamo così”. …cosaaaaa?!?!? 60 gr di pasta e pane?? Ma lo sapeva lui, quanto tempo ci mettevo io, a 16 anni, a mangiare TUTTA QUELLA PASTA, per non parlare del pane, che non mi piaceva per niente?? Mamma mia, se ci ripenso adesso…pena e vergogna.


“Lo stomaco è come un elastico: più cibo ci metti, più si allarga!” Questa meravigliosa perla di saggezza popolare mi ha accompagnato non so più per quanti anni. Ho capito, che è un elastico, ma intanto per adesso io c’ho un buchino, mica una voragine! Come la mettiamo?


Ed eccoci qui, 19 anni dopo (ovviamente, per la cronaca, non riuscii neanche poco a seguire la dieta del dottore e ho dovuto aspettare anni, prima di riconciliarmi con il cibo), lo stomaco ha trovato la sua misura intermedia tra la voragine e il buchino e io sono perennemente in cerca di un equilibrio tra la fame costante, i problemi alla pancia che mi limitano un po’ (della serie: la dura legge del contrappasso) e la ciccia che, come per magia, è comparsa sul mio splendido girovita, non appena varcata la soglia dei 30.


Caro dottor Stranamore…che dice, pensa sia possibile fare una specie di time warp e ritrovarmi di nuovo, non dico a 16 anni, ma almeno col vitino da vespa dei miei 20 anni? Vengo da lei e facciamo un altro interrogatorio, come i bei vecchi tempi, le va?




Le prometto che stavolta niente biancheria da nonna, però…ma lei per favore, mi dia qualche grammo in più di quei miserrimi 60…


Nell'attesa di entrare nella macchina del tempo, mi gusto un bel piatto di orecchiette...


ORECCHIETTE CON CREMA DI ZUCCHINE, ZAFFERANO E COZZE

la foto è penosa, ma non c'era molta luce e ho fatto l'impossibile per renderla decente...usate un po' di immaginazione, ok? ;)

Ingredienti per 4 persone

500 gr di orecchiette
1 kg di cozze pulite
4 zucchine medie
1 bustina di zafferano
2 spicchi di aglio
1/4 di cipolla
olio evo
1/2 peperoncino essiccato (se l'avete fresco, ancora meglio)


Preparazione

1. Mettete le cozze pulite in un tegame con un goccio d'acqua e uno spicchio d'aglio e fatele aprire, senza farle cuocere troppo.
2. Nel frattempo, tritate la cipolla e fatela imbiondire con olio sufficiente (quello sarà il condimento per la pasta),  spuntate le zucchine, tagliatele a pezzi piccoli piccoli e mettetele in padella con la cipolla e cuocetele fino a renderle molto morbide. Prelevatene più della metà e frullatele, ottenendo una crema.
3. Versate la purea di zucchine nella padella con le zucchine a pezzetti rimaste e amalgamate bene.
4. Sciogliete in un pochino di acqua lo zafferano e versatelo nelle zucchine.
5. Sgusciate le cozze e aggiungetele alle zucchine, insieme ad un po' della loro acqua di cottura.
6. Cuocete le orecchiette in abbondante acqua salata, a cui avrete unito il resto dell'acqua di cottura delle cozze e scolatele lasciandole un po' "umide". Unitele alla crema di zucchine e cozze e fatele insaporire.

Se volete, rifinite con una spolverata di pepe macinato al momento.



Enjoy, and let your stomach be happy! ;)







5 commenti:

  1. ...vogliamo invece parlare del dottore che mi ha messo a dieta quando avevo 16 anni e nel momento in cui mi ha chiesto cosa mi piaceva e cosa no, cosa mangiavo e cosa evitavo mi ha guardato e sbalordito mi ha detto: MA TU NON SEI UNA RAGAZZINA TU SEI UNA RUSPA!!!.................... hahahahahahhahahahahahah a me di pasta me ne consigliò 50 grammi.. e se a te 60 sembravano tantissimi a me 50 non bastavano neanche come assaggio... ahahahah

    la tua pasta deve essere veram buona..mi piacciono le cozze (e in generale i frutti di mare...e..cioè ricordiamoci che sono una ruspa e mi piace tutto.. -.-)le ho mangiate con i fagioli ma con le zucchine mai! la devo proporre ai miei :)

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  2. mia figlia ha il problema si eres, uguale uguale..in più danza... la sua frase ormai passata alla storia è: ho il cervello da ballerina e lo stomaco da camionista...:-)devo dirle della ruspa ahahah
    è dura stare a dieta, miseria, ma credo sia dura pure metter su peso, quando c'è un metabolismo da modificare! Poi quando si vedono certi piattini, eh? orecchiette tentatrici... mi tocca farmele di nascosto! :-D

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  3. sembra di leggere la mia biografia...
    inappentente fin da piccola e 54kg da più di 20 anni... io e il cibo, il cibo e mia mamma che non mi faceva alzare dal tavolo senza avere finito quella bistecca che dopo mezz'ora, implorava di sparire...
    e adesso... il cibo e io siamo amici in maniera diversa... ci rispettiamo, memore dei vecchi ricordi........ mangerei più che volentieri le tue orecchiette porzione ridotta, se non ti offendi, ma che gusterei in tutte le sue sfumature... in pozione doppia.... ^_^
    un ^.^ Ann@

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  4. @eres: è incredibile come le prospettive cambino, per ognuno in noi, in base alle nostre storie!! Però quel dottore era davvero un rude... :))

    p.s. le cozze insieme alle zucchine sono state una piacevolissima scoperta, hanno un sapore delicato, che si sposa benissimo!

    @madama bavareisa: hai ragione, la dieta è dura per tutti. Io ne ho sofferto tanto, ma poi la costanza premia sempre! E un piattino piccolo di orecchiette, credo appaghi il palato e non faccia sentire eccessivamente in colpa...no? ;)

    @anna: io e te separate alla nascita? :D
    Anche il mio rapporto col cibo per fortuna è cambiato. Adesso mi dà gioia cucinare e mangiare.
    Buona giornata, gemellina! :>

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