"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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lunedì 29 marzo 2010

Timballo di riso all'abruzzese

la foto è stata scattata il giorno dopo, e il timballo aveva perso un po' di umidità...


Ingredienti per 6 persone

400 gr di riso
poco meno di 1 litro di brodo di carne
olio
caciocavallo grattugiato (io ho usato della provola tagliata a pezzetti)
2 uova sode
25 gr di burro
4 cucchiai di pangrattato
300 gr di carne macinata
1 mazzetto aromatico (timo, rosmarino, alloro)
100 gr di verdure per soffritto
2 spicchi di aglio
vino bianco
350 gr di salsa di pomodoro
1 peperoncino, se piace
parmigiano e pecorino grattugiati

Fate appassire in poco olio il trito di verdure con l'aglio diviso a metà e il mazzetto aromatico. Unite la carne, rosolatela, sfumate con il vino e aggiungete la salsa di pomodoro e, se volete, il peperoncino tritato. Cuocete a fuoco dolce per 40 minuti e regolate di sale e pepe.
Portate a ebollizione il brodo, versate il riso, mescolate e coprite; risportate a bollore e cuocete per 15 minuti a fiamma bassa, finché il brodo sarà stato assorbito. Spegnete, condite il riso con qualche mestolo di sugo, aggiungete una parte del caciocavallo o della provola, il parmigiano e il pecorino grattugiati, le uova sode tagliate a pezzetti e un filo d'olio.
Imburrate uno stampo, cospargetelo con il pangrattato e versatevi uno strato di riso, coprite con ancora un po' di sugo, un po' di caciocavallo/provola e di parmigiano e pecorino; ripetete gli strati fino a terminare con uno strato di riso. Premetelo bene, coprite con ancora un po' di sugo e di formaggi grattugiati (per far formare la crosticina) e infornatelo in forno caldo a 190° per circa mezzora.
Se volete, potete anche capovolgerlo su un piatto da portata, a quel punto, non è necessario aggiungere l'ultimo strato di sugo e formaggi, perché la parte visibile sarà quella sottostante!





venerdì 26 marzo 2010

Panini al latte semidolci

Con la ricetta dimezzata delle "Pagnottine ripiene", aumentando solo un po' la dose dello zucchero, ho fatto questi morbidissimi panini al latte.
Adorabili la mattina a colazione, spalmati di burro e marmellata (very English) o ripieni di nutella (very Ingordo's style). Ma visto che non sono dolcissimi, io li ho mangiati anche con una fettina di prosciutto...quando la gola chiama...


lunedì 22 marzo 2010

Per amore solo per amore...e due creme deliziose


Weekend passato "con le mani in pasta", bello, pieno, appagante.
E i sorrisi di chi riceve e gusta un dono fatto con le tue mani, e ha gli occhi che brillano di gioia, sono impagabili...A quel punto la fatica scompare e le ore trascorse tra sbatti, spennella, monta, assaggia, modella, colora...diventano in un attimo piccole piccole e quasi scompaiono.

Auguri, sorellona. Che la vita possa finalmente regalarti uno sguardo sereno e tu possa fermarti un attimo. E respirare.

Buon compleanno, Chiaretta, amica bella e confusionaria. Tanto più bella, quanto più confusionaria. A volte riesci a farmi andare fuori dai gangheri come nessuna...ma non posso fare a meno di volerti bene. A te dico cose che ad altri non direi.


LA TORTA PER ANNIE


Base di Pasta genovese, bagna e crema al caffè. Copertura in pasta di zucchero.




LA TORTA PER CHIARA



Pan di Spagna classico, bagna al rhum, crema alla nutella. Copertura di pasta di zucchero e cioccolato fondente.




Grazie a Lia, perché senza di lei queste rose non ci sarebbero state! :))

Appena riesco, posto le ricette delle due creme, perché meritano davvero!!

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..e come promesso, ecco le ricette delle creme!


CREMA ALLA NUTELLA
L'idea geniale è di Cozza, io ho solo cambiato le dosi della crema pasticcera, per alleggerirla un po'...

Preparate una crema pasticcera con:

500 ml di latte,
2 tuorli
80 gr di zucchero
50 gr di maizena
1 fialetta di aroma nocciola (non è indispensabile, ma dà un ottimo profumo)

Quando la crema è ancora caldissima, aggiungetevi 1 barattolo di Nutella da 400 gr (fatta prima ammorbidire a bagnomaria). Mescolate bene per amalgamare il tutto, coprite con pellicola e fate raffreddare. Vi assicuro che è golosissima!


CREMA MOKA
 la migliore che abbia mai assaggiato!
l'originale di Danita, è qui, io ho dimezzato le dosi e aggiunto un po' di panna


Ingredienti

1/2 l di caffè
175 gr di zucchero
75 gr di amido (o anche fecola di patate)
circa 250 gr di margarina (io vi consiglio la Vallè, la prima volta che l'ho provata, ho usato una marca del discount e sono venuti un sacco di grumi...)
200 ml di panna montata

Preparate il caffè e mescolatevi lo zucchero. Prendete una parte del caffè e, ancora caldo, aggiungetevi l'amido setacciato e fate sciogliere bene. A questo punto aggiungete poco alla volta l'altro caffè, mettete sul fuoco a fiamma bassa e mescolate per farlo addensare.  Spegnete il fuoco e fate raffreddare. A quel punto, filtratelo con un colino, mettetene una piccola parte in una ciotola e unitevi, a poco a poco, la margarina. Alternate un po' di crema al caffè e un po' di margarina, mescolando con una frusta (io non ho avuto bisogno di usare fruste elettriche, la margarina era morbidissima e si amalgamava alla perfezione). La quantità di margarina necessaria dipende dai vostri gusti e da come avrete fatto il caffè: più lungo sarà il caffè, meno margarina vi occorrerà. Io, ad esempio, non ho usato tutti i 250 gr.
Quando avrete un composto omogeneo e, all'assaggio, vi sembrerà perfetta per i vostri gusti, aggiungetevi la panna montata e amalgamate bene. Conservatela in frigo fino all'utilizzo.





giovedì 18 marzo 2010

Delizie di pandoro con crema al limone e frutti di bosco


Lo so, è pazzesco, eppure lo scorso fine settimana apro la dispensa e che ti vedo? Un bel pandoro che se ne sta tutto carino e sistemato, nella sua scatola natalizia...intonso.
...potevo mai lasciarlo morire così? Non sia mai detto che qualcosa muoia a casa mia, triste e dimenticata...
Ecco come l'ho recuperato, niente di nuovo, nessun dessert da gourmand. Una crema pasticciera profumata al limone, a cui ho aggiunto una deliziosa crema al limone- una specie di "lemon curd" (la ricetta è la stessa che ho utilizzato per i profiteroles e la trovate qui), con l'aggiunta di un po' di panna montata.
Le dosi non le ricordo alla perfezione, anche perché io ho preparato 15 coppette e quindi ho raddoppiato il tutto...ma proverò a fare un po' il punto e scriverle, per amore di precisione. Voi, ovviamente dimezzate le dosi, se non avete un bel gruppo di amici affamati a cena!
Dunque...

Per la crema pasticciera profumata al limone:

500 ml di latte intero
500 ml di panna fresca
7 tuorli
80 gr di maizena
la buccia grattugiata di 3 limoni non trattati
200 gr di zucchero
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

Scaldate il latte e la panna con la vaniglia e la buccia dei limoni. Se avete tempo, lasciate le bucce in infusione almeno 1 oretta, daranno alla crema ancora più profumo!
Sbattete con la frusta i tuorli con lo zucchero, aggiungetevi la maizena setacciata, il pizzico di sale e amalgamate bene. Unite il latte filtrato e mescolate.
Rimettete il tutto sul fuoco e fate addensare la crema.
Coprite con la pellicola e, una volta intiepidita, mettete in frigo a raffreddare.

Per la crema di limone (di questa non ho raddoppiato le dosi) :


40 g di tuorlo d'uovo
40 g di zucchero
40 g di burro
60 g di succo di limone.

In più:

200 ml di panna da montare



Grattugiate la buccia di un limone e mettetela in infusione nel succo spremuto x 20 minuti.
In un pentolino mescolate le uova (il peso ed il numero delle uova chiaramente varia in base alla loro grandezza) con lo zucchero ed i 60 g di succo di limone filtrato (succo con buccia grattugiata ). Cuocete a fuoco lento fino a che la crema si sarà addensata (io ho aggiunto un cucchiaino di maizena per addensare). Bloccate la cottura velocemente mettendo il pentolino in un bagnomaria ad acqua fredda e continuate a mescolare (e raffinare la crema con il mixer, se dovessero esserci dei grumi), fate raffreddare ed aggiungete il burro a pezzetti; coprite con pellicola la crema e mettetela in frigo.

Quando entrabe le creme saranno ben fredde, unitele e aggiungetevi 200 ml di panna montata e amalgamate bene.

Per la bagna ai frutti di bosco:

300 gr di frutti di bosco surgelati
100 gr circa di zucchero
liquore a piacere

Mettete i frutti di bosco in un pentolino con circa 100 gr di zucchero (sinceramente sono andata un po' ad occhio...anzi, ad "assaggio" :>), fate andare a fuoco dolce e fate scongelare i frutti di bosco. Filtrate, tenete da parte i frutti e rimettete sul fuoco lo sciroppo che si sarà formato, aggiungete, se volete, una tazzina di liquore dolce (io ne avevo uno ai mirtilli perfetto) e fate intiepidire.

A questo punto prendete il vostro pandoro (ma credo andrà benissimo anche una colomba che, tipo a giugno, vi ritroverete- io di sicuro- avanzata da Pasqua) e con un coppapasta (io ho usato una tazza che aveva la stessa apertura del fondo delle coppette) tagliate dei tondi che metterete sul fondo delle vostre coppette (2 per ogni coppetta). Bagnate le fettine di pandoro con la bagna, farcite con un cucchiaio colmo di crema al limone, mettete al centro un cucchiaino di frutti di bosco tenuti da parte,  coprite con un altro cerchio di pandoro bagnato e altra crema.
Decorate con qualche altro frutto di bosco e mettete in frigo fino al momento di servire. Se volete (ma solo prima di servirle) spolverate di zucchero a velo.

...spero di non aver dimenticato nulla!!






venerdì 12 marzo 2010

Fior di frolla ai pomodori verdi


Iera sera.....

"....mmmmh...zia, che profumo di biscotti!"
"Ho fatto una crostata per domattina a colazione, sei contenta?"
"..evviva!! A  che gusto?"
"ehh (conoscendo quanto sei schizzinosa, se te lo dico sicuro non la mangi più)....indovina"
"...Nutella? (lo sapevo che lo diceva) Albicocche? Fragole? Fichi?...è scura...non lo so...finocchi? (... :-O ...finocchi???? Ma cosa le dà da mangiare, mia sorella??)"


"No, Robi, non è un frutto...ma assaggia prima e poi te lo dico"
"Ok....mmmhh....buona!!! Davvero non è di finocchi?"
(....)
"No, diciamo che è più un...ortaggio!"
Sbianca.
"...pomodori...????"

:))

"Sì"
"Naaaaaaaaaaaaaaaaa"

Forse molti di voi l'avranno assaggiata, nella vita, una marmellata di pomodori verdi. Per me è la seconda volta e ne rimango sempre più incantata. Non sono dei frutti pazzescamente versatili?

La frolla è la mia solita, ricetta fedele non si cambia.
La marmellata è delle Monache Trappiste di Vitorchiano: manine sante!! :>



giovedì 11 marzo 2010

Una domenica con Irene e il plumcake alla panna


Non so se qualcuno di voi la conosce (sicuramente sì), ma Irene è una fata delle torte.
Una di quelle artiste che, con le sue manine d'oro, riesce a tirar fuori magie e incantesimi da un po' di zucchero a velo e qualche colore. E tu pensi: va beh, ma avrà come minimo 10 gnomi che l'aiutano a impastare e qualche troll che le stende la pasta, perché altrimenti non è possibile che riesca a sfornare una torta-capolavoro al giorno e centinaia di biscotti fantasmagoricituttitempestatidifantastichedecorazionifiorellinicuoricinighirigoriecolori...! E invece no, lei fa proprio tutto da sola.
E così, domenica scorsa, io la mia amica ape operosa Lia, siamo andate a conoscerla, per capire da vicino se tenesse nascosta nel grembiule una bacchetta magica.
E' stato il mio primo corso di decorazione (a dire il vero, il mio primo corso in assoluto, di qualunque cosa riguardasse la pasticceria) e vi dirò che è stato bellissimo!


L'atmosfera era intimamente familiare e il gruppo che abbiamo trovato ha reso la giornata piacevolissima, ma davvero tanto!
Irene non si è risparmiata, non ci ha solo dato nozioni base sulla decorazione con la ghiaccia e con la pasta di zucchero, ma ci ha anche svelato qualche "trucco" del mestiere e credo che non sia da tutti, darsi così tanto, a persone che si vedono per la prima volta.
Ora, non voglio assolutamente fare nessuna sviolinata o essere melensa con i complimenti!, ma sono davvero felice di esserci stata...



Beh, le mie manine non sono esattamente d'oro (diciamo che virano più verso il verde bottiglia...), ma non vedo l'ora di mettere in pratica le cose imparate e sperimentate!



Un grazie di cuore a tutte, Maria Teresa, Francesca, Letizia, Eleonora, Alice, Cristina, Claudia...e naturalmente lei, la Maestra :) per averci regalato un'esperienza unica!




Per arrivare puntuali, ci siamo ovviamente alzate molto presto...e visto che ogni volta che andiamo da qualche parte sembriamo Totò e Peppino a Milano, in uno dei loro film più famosi, non ci siamo smentite neanche questa volta: oltre ad un bel caffè bollente (le 6.30 e si ghiacciava dal freddo...) e alla focaccia con la nutella di Lia, abbiamo gustato anche questo sofficissimo plumcake (della serie, non ci facciamo mancare niente), ricetta ormai per me collaudatissima di Chiccamart!

E' semplicissima, ma buona buona e incredibilmente morbida.

PLUMCAKE ALLA PANNA



250 gr di farina
250 ml di panna fresca
3 uova grandi
250 gr di zucchero
1/2 bustina di lievito
2 cucchiai di rhum

Montare a lungo le uova con lo zucchero, fino ad avere un composto gonfio e spumoso.
Unire la panna e poco alla volta la farina setacciata con il lievito. Mescolare bene e profumare con il rhum. Versare in uno stampo da plumcake (o anche a ciambella o senza buco o come vi pare :> ) e infornare a 160° per circa 50 minuti.




venerdì 5 marzo 2010

A qualcuno piace caldo



Credo di essere stata "creata" per fare la tata.
E' una consapevolezza che si radica sempre di più dentro la mia testa. In tutti questi anni mi sono trovata (per affetto-come zia- e per lavoro- come educatrice) un milione di volte ad avere a che fare con bambini molto piccoli. Stare con loro ha un che di profondamente appagante, molto più che mangiare cioccolata! Prendersi cura dei bambini è un po' come prendersi cura del mondo. E di se stessi. I manuali di pedagogia non potranno mai spiegare l'universo vasto e complesso di quegli esserini che hanno SEMPRE un perché, quando piangono, e non ce l'hanno mai quando ridono, gli basta così poco che sembra che ridano anche quando gli dici delle cose talmente stupide che invece dovrebbero darti una botta in testa...!
Credevo che la mia vita da tata fosse finita, ora che i nipoti sono diventati degli adolescenti inquieti e ribelli...e invece rieccomi qui. Miss Tata Wonder Woman è tornata! Riecco i passeggini, le bavette sporche per casa, i giochini che suonano e gli eterni dondolii che "vai, che si addormenta e io posso andare almeno un secondo in bagno", le pappe sputacchiate e gli omogeneizzati di frutta sulla mensola...
Un po' mi mancava. Un po' è come infilare un po' più in fondo una spina nel cuore.
Sono una tata. ...chissà ancora per quanto?

Confortiamoci con una valanga di deliziose endorfine...


TORTINI DI CIOCCOLATO DAL CUORE CALDO di Valentina Gigli

Per la ricetta, ho preso spunto da qui, diminuendo le dosi del burro e dello zucchero


Ingredienti per 4 tortini

100 gr di cioccolato fondente (buono, mi raccomando!)
80 gr di burro
60 gr di zucchero
20 gr di farina 00
2 uova
1 bustina di vanillina

Preparazione

Fondere il cioccolato con il burro, lo zucchero e la vanillina (io l'ho fatto al microonde)
Fare intiepidire.
Nel frattempo, imburrare e infarinare 4 stampini di quelli di alluminio usa e getta.
Aggiungere all'impasto tiepido le uova, uno alla volta, con l'aiuto di una frusta a mano e, alla fine, unire la farina setacciata.
Versare il composto negli stampini, aiutandovi con un cucchiaio, e coprire le formine con la pellicola o con gli appositi coperchi.
Mettere in freezer per almeno 3 ore.

Cottura

Al momento di cuocerli, far riscaldare il forno a 190° e infornare i tortini per circa 15 minuti. Poiché ogni forno come sappiamo è diverso dall'altro e qui la cottura è FONDAMENTALE, Venus ha messo una foto utilissima, per far capire come devono essere i tortini quando sono pronti, in modo che il cuore rimanda fondente...Spero non le dispiaccia, se le "rubo" la foto, perché a me è servita da confronto.
Eccola:



Una volta pronti, capovolgere su un piattino e spolverare di zucchero a velo.

mercoledì 3 marzo 2010

Un pacco da lontano



Subito dopo pranzo. Io indaffarata a pulire i fornelli, il maritone mette i piatti nella lavastoviglie e la tv parla delle ultime notizie noiose.
Il citofono. Un pacco per me. ...un pacco per me?? Non ero preparata a una sorpresa, non avevo comprato niente online e nessuno, così pensavo, doveva spedirmi nulla....
Avevo completamente dimenticato che lei  mi stava preparando un dono bellissimo.
Apro il pacco e subito un odore penetrante inonda la cucina: il curry!! Non ne avevo mai visto uno più profumato!! Ma i profumi non sono finiti...Simona ha messo in questa scatola deliziosa un pezzetto di sé: un barattolino di preparato per cioccolata in tazza; uno di sale al bergamotto (...è fantastico, non vedo l'ora di usarlo!!); uno di sale alla vaniglia (sto già pensando a qualche brioche profumata...); uno di zucchero demerara alla lavanda (che ne dite di un pane aromatico?); del cous cous (..lo adoro!) e dei torroncini.





Grazie, Simona, grazie di cuore! Ancora di più perché questo dono è stato una completa sorpresa!!

lunedì 1 marzo 2010

Il tempo speso e guadagnato

...ma si può passare un'intera domenica a casa degli amici, dimenticandosi del tempo che passa, confondendo -e fondendo- il pranzo con la cena, facendo passare nel mezzo chiacchiere, risate, partite al pareggio, più di un caffè e di un pasticcino (alternato ad un carciofo arrostito e un fegatino di maiale)....e a un certo punto rendersi conto che è di nuovo sera e sta per iniziare una nuova settimana?
Sì. Sì che si può. E nel frattempo prendere coscienza del tesoro che si ha nelle mani e sperare che non perda mai la sua genuinità.

...voglia di rifarlo ancora. ...capito, Lia?? ;)


Vi posto la ricetta del pesto con cui abbiamo iniziato il nostro -interminabile- pranzo/merenda/cena....

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Pesto alla siciliana
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Ingredienti (per 4/5 persone, io li ho raddoppiati perché eravamo in tanti)
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500 gr di pomodori ciliegini
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2 mazzetti di basilico fresco
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150 gr di ricotta fresca (non prendete quella confezionata del banco frigo, altrimenti il pesto sarà troppo liquido)
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1/2 spicchio d'aglio
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olio q.b.
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sale e pepe
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una bella manciata di noci e pinoli
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50 gr di parmigiano grattugiato
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50 gr di pecorino grattugiato
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Preparazione
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Tagliare a pezzetti i pomodorini, aggiungere il resto degli ingredienti, aggiustare di sale e pepe e frullare il tutto con il frullatore a immersione, facendo attenzione a lasciare il pesto un po' "grezzo" (è bellissimo sentire in bocca i pezzetti di noci e di basilico).
Cuocere la pasta a parte (noi abbiamo usato il formato "caserecce", secondo me sono perfette!), intanto versare il pesto in una padella capiente e farlo riscaldare un po'. Quando la pasta è al dente, passarla in padella con il sugo preparato, spolverare ancora un po' di parmigiano e servire.
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D'estate non ci sarà bisogno del passaggio in padella (del resto, i pesti sono crudi per antonomasia), ma adesso una pasta calda è più piacevole...