"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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lunedì 25 ottobre 2010

Con un poco di zucchero...

Ho scoperto da poco tempo la pasta di zucchero e le magie che si possono creare con pochi ingredienti e questa pasta meravigliosa, morbida e duttile, che ti fa trasformare in realtà qualunque cosa la tua fantasia sia in grado di partorire.

Certo, sono ancora alle prime armi, ma mi diverto un mondo!

Questa è la mia prima torta con soggetti tridimensionali, l'ho preparata per il primo compleanno dello gnometto di casa. So che non è perfetta e che devo migliorare in tante cose, ma io sono troppo soddisfatta lo stesso!! :)



La torta era composta da due pan di spagna rettangolari.
Quello di sotto era bagnato al rhum e farcito con crema alla nutella, ricoperto di panna e decorato con farina di cocco colorata di verde con i coloranti alimentari.



Il pan di spagna a forma di 1 era bagnato con una bagna al vermouth e farcito con crema alla vaniglia.





Le decorazioni sono tutte in pasta di zucchero, di cui ora vi scrivo la ricetta.
E' la migliore provata fino ad ora, si lavora benissimo, rimane morbida a lungo e non si crepa. Le apine e l'asinello li ho fatti 4/5 giorni prima di comporre la torta e sono rimasti intatti fino al giorno del compleanno :)

La ricetta l'ho presa da Cook, sperimentando sia la versione col glucosio che quella con il miele, che è fantastica, mi sono trovata benissimo, l'unico inconveniente è che bisognerebbe trovare un miele molto chiaro, altrimenti la pasta avrà un colore un po' più giallino e se vi serve bianchissima non va bene.

Allora, ecco gli ingredienti...



450 gr di zucchero a velo
70 gr di miele (o di glucosio)
6 gr di gelatina in fogli
30 gr di acqua
16 gr di margarina (io la preferisco al burro, perché è meno deperibile e più morbida)
8 gr di glicerina (non è indispensabile, ma rende i colori più vivi)


Setacciare lo zucchero a velo in una ciotola capiente. Sciogliere il miele o il glucosio nel microonde. Ammorbidire i fogli di gelatina nei 30 gr di acqua e scioglierli (insieme all'acqua) a bagnomaria; aggiungere il miele, la margarina (per chi ha la possibilità anche 8 gr di glicerina). Mescolare fino a far amalgamare tutti gli ingredienti (non deve bollire), versare il composto sullo zucchero e cominciare a mescolare con un cucchiaio; quando la pasta comincerà a prendere forma, continuate a mescolare con le mani fino ad ottenere una palla; trasferire sul tavolo e lavorarla con poco zucchero a velo (oppure amido di mais), fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.
Avvolgetela nella pellicola per alimenti e conservatela in un luogo fresco e asciutto (non nel frigo). Si dovrebbe conservare per un mese!

Quando dovete usarla, ammorbiditela un po' al microonde o massaggiandola con le mani e ritornerà morbida. Se dovesse seccarsi un po', ungetevi le mani di margarina e "massaggiatela" ben benino. Le piace il calore delle mani :)


Questa invece è la torta a sei mani, preparata per il compleanno di una cara amica, fatta insieme alle manine d'oro di Lia ed Enza:


domenica 17 ottobre 2010

Metti una mattina...biscottini alla lavanda e sale alla vaniglia


Metti una mattina grigia e triste come il cielo che promette pioggia.
Metti un nugolo di pensieri pesanti e scomodi, e un groppo alla gola che preannuncia pessimismo e tempeste interiori.
Metti che tua sorella ti chiami e ti legga dentro, proponendoti una mattina con le mani in pasta, tra l'odore di burro e i sorrisi di chi sa quello che hai dentro e ne condivide il peso.
Metti dei biscottini dal profumo persistente, dalla consistenza burrosa e friabile, dall'aroma incerto di rosmarino, ma più speciale, che lascia la bocca fresca e un sapore di buono.

Metti che torni un po' di sole e che i pensieri negativi e le paure siano messi in fuga dal tepore dello stare insieme. 
Sorella cara, con tutti i tuoi difetti e le tue fragilità, sei il mio punto fermo.

...If my sister's in trouble, so am I...





BISCOTTINI ALLA LAVANDA E SALE ALLA VANIGLIA
la ricetta è di Anemone's corner, io ho solo raddoppiato le dosi e aggiunto 1 uovo




Ingredienti

300 gr di farina
200 gr di burro
140 gr di zucchero
1 cucchiaino di sale alla vaniglia
1 cucchiaio e mezzo di fiori di lavanda essiccati (si comprano in erboristeria)
1 o 2 cucchiai di acqua fredda
1 uovo intero

Mettere nel mixer il burro e lo zucchero e frullarli pochi secondi, oppure come me lavorateli con una frusta. Aggiungere l'uovo e amalgamare bene. Setacciare la farina ed aggiungerla al composto, insieme al cucchiaino di sale e ai fiori di lavanda. Aggiungere, al bisogno, 1 o 2 cucchiai di acqua fredda per ammorbidire leggermente l'impasto (avendo aggiunto l'uovo, a me non è stato necessario).

Avvolgere il tutto in pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per circa 30 minuti.




Preriscaldare il forno a 170°C. Con delle formine ritagliare i biscotti ed infornarli fino a quando diventino belli dorati, per circa 12-15 minuti.


Eccone pronti alcuni per essere regalati...

















giovedì 14 ottobre 2010

Schiacciata all'uva sbagliata

Questa doveva essere una deliziosa schiacciata all'uva fragola. Purtroppo, l'uva fragola mi è arrivata in dono una settimana dopo e ci ho fatto questa (idem, con l'uva sbagliata, ovviamente)....nel frattempo, avevo in frigo un bel po' d'uva mista...ed è diventata una deliziosa schiacciata all'uva bianca e nera.
E' buonissima, il croccante dello zucchero in superficie e la sofficità della focaccia, con il sapore un po' aspro dell'uva, fanno un contrasto squisito!

La prossima volta voglio provarla con le mele...secondo voi?


FOCACCIA ALL'UVA


Vi scrivo la ricetta con le mie (piccole) variazioni:


500 gr di uva bianca e nera pulita e sgranata
400 gr di farina
150 gr di zucchero di canna
1 cubetto di lievito di birra fresco (o una bustina di quello secco)
acqua tiepida q.b.
1 bustina di vanillina
olio extra vergine di oliva
sale


Sciogliete il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. Mettete nell'impastatrice o, come nel mio caso, nella macchina del pane, il pizzico di sale, la farina, la vanillina e 3 cucchiai di zucchero.  Aggiungete il lievito e cominciate ad impastare aggiungendo poco per volta acqua tiepida fino ad ottenere una consistenza elastica e morbida (ma non troppo).
Lavorate l' impasto per 10 minuti poi coprite e fate lievitare al caldo per 1 ora e mezza circa. (il programma "solo impasto" della mia mdp dura giusto 1 ora e mezza)


A questo punto, prendete i 2/3 dell'impasto, stendeteli in un rettangolo e ponetelo sopra una placca da forno foderata. Lasciando libero un bordo di 5 cm disponete i 2/3 dell'uva sulla pasta e il resto dello zucchero (meno due cucchiai). 
Stendete l'impasto rimasto in un rettangolo più piccolo, coprite l'uva e ripiegate il bordo di pasta da sotto verso il sopra. Premete bene con le mani in modo che gli acini di uva si schiaccino.


Sistemate l'uva che avanza in superficie, condite con due cucchiai d'olio, cospargete con lo zucchero rimasto ed infornate a 180°/200°(a seconda della potenza del vostro forno. Per il mio, 200° sono troppi) per 30-40 min finchè la superficie non risulterà bella dorata. Lasciate intiepidire o raffreddare prima di tagliare.

martedì 12 ottobre 2010

Lo sento: della vita tiepida è arrivato il tempo


"Lo sento: della vita tiepida è arrivato il tempo.
E’ la fiamma bassa, il ricordare che s’affretta lento, lo scordarsi di pensare "Io mi pento".
E’ lo sguardo tiepido che accompagna a casa la foglia che cade, è la direzione che non sa dove, la profondità che non s’interessa.
E’ il respiro tranquillo dell’ansia annoiata di se stessa, è il delitto che perdona, il vigore che gioca a carte e non si dona.
La vita tiepida è caldo e freddo insieme, è il memento mori che dimentica la luce accesa, è l’ombra lunga che cuce una vita mezzo spesa, è la palpebra che cade sui rumori, è la sorpresa - ma l’avevi attesa. La vita tiepida è soffice come l’erba appena appassita, è una bimba che cresce sotto le tue dita, è sapere senza dire, è un pomeriggio che sa che la notte non è morire".

Aldo Tanchis




giovedì 7 ottobre 2010

Torta soffice con ripieno di uva fragola



Avevo adocchiato questa ricettuzza già da un po' di tempo, ma avevo solo uva bianca (e che dite, non ci preparavo niente, con tutta quella bellissima uva bianca? Ma certo, la ricetta è in archivio e presto pubblico anche quella. Lo dico, dovessero stare in pensiero i 3 aficionados al mio blog... :DD )
Poi mio padre, novello re Magio, che fa corrispondere regalo ad ogni desiderio (santo papà) mi ha portato 1 kg di profumatissima uva fragola. Così, stamattina, nonostante la schiena dolorante da ieri per aver voluto fare Wonder Woman e portare un peso troppo...pesante (...ah! L'Ikea!), mi sono messa a pasticciare.
La ricetta in realtà prevedeva uva nera (oh, mai un'uva azzeccata...), e in effetti credo che 1 kg di uva fragola forse fosse troppa...è venuto un bel po' di ripieno e una torta più che farcita: sembra in effetti che abbia fatto indigestione di crema!

Anyway, è  buonissima, fruttosa e appagante. Grazie, Dario!

Eccola....

TORTA SOFFICE CON RIPIENO D'UVA...FRAGOLA

per il ripieno:


1 kg di uva nera/rossa (come dicevo, io ho usato uva fragola. La prossima volta ne metterò meno, 700/800 gr)
300 gr di mele (già pulite)
100 gr di zucchero (ho usato quello di canna)
scorza di mezz'arancia (io limone)
2 cucchiai di sciroppo di sambuco (..ah! L'IKea!)


per la torta:

150 gr burro
200 gr zucchero
2 uova
400 gr di farina
1 bustina di lievito
200 gr latte
scorza di un'arancia grattugiata (io limone)
1 pizzico di sale

Preparazione
 
preparare il ripieno: tagliare a metà gli acini e togliere i semini (devo essere sincera, io ho cominciato anche e farlo, con tutta la buona volontà...ma ad un certo punto mi stava venendo la barba e ho pensato di smettere. Nel passarli, sono rimasti nel passaverdure, per fortuna); quindi metterli in un tegame con le mele tagliate a dadini, aggiungere la scorza dell'arancia e lo zucchero. Cuocere a fuoco medio per circa 35-40 minuti. Una volta freddo, passare il tutto con un passaverdure e mettere da parte.
 
preparare l'impasto torta: montare con uno sbattitore lo zucchero con il burro fino ad ottenere una crema gonfia; aggiungere (sempre sbattendo) i 2 tuorli, uno alla volta, poi la farina setacciata con il lievito alternando con il latte e la scorza grattuggiata dell'arancia. (se l'impasto lo vedete troppo duro potete aggiungere un cucchiaio di latte). Infine incorporare gli albumi montati a neve con il pizzico di sale.

Imburrare una teglia del diametro di cm 27/28 e cospargere i bordi con farina mescolata con zucchero di canna. Riempire con metà impasto e distribuire, sull'impasto, il ripieno alla frutta (lasciando circa mezzo cm di spazio sui bordi). Quindi aggiungere il rimanente impasto utilizzando un cucchiaio. Livellare ed infornare a 160°/170° per circa 55/60 minuti.



Note:

Dario scrive: non preoccupatevi se fate fatica a ricoprire il ripieno con la seconda metà dell'impasto: se dovessero restare "dei buchi", durante la cottura si sistema tutto.

A me il composto si è un pochino mescolato ed è uscita qualche traccia di ripieno qua e là. L'ho trovato un tocco rustico e golosissimo. :)


martedì 5 ottobre 2010

Apple pie




Uno dei dolci che amo di più: mele, zucchero, cannella...un tripudio di profumi autunnali, racchiusi in un guscio friabile di pasta briseé.
Di solito la prepara il maritone, usando la pasta già pronta.
Stavolta invece ho voluto farla io, compresa la pasta, che è davvero facilissima e veloce, tanto più se avete un robot da cucina!
Dunque, vi serviranno...

500 gr di farina 00
250 gr di burro
100 ml circa di acqua fredda
20 gr di zucchero
1 pizzico di sale

Impastate la farina col burro, il sale e lo zucchero e aggiungete un po' alla volta l'acqua, fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.
Mettete in frigo per una mezzoretta, avvolta nella pellicola.

Preparate poi il ripieno...

4 mele medie
220 gr di zucchero di canna (lo preferisco a quello bianco)
1 o 2 cucchiaini di cannella o di spezie miste
il succo di 1/2 limone
2 cucchiai di grappa delicata (non è proprio "original", ma a me piace tanto il profumo che dà...)
1 manciata di biscotti secchi sbriciolati

Tagliate le mele a pezzetti e mettetele a marinare in un recipiente con tutti gli ingredienti, per una decina di minuti.

Poi, prendete la pasta, dividetela a metà, di cui una un po' più grande, e stendetela sottile (la mia era troppo spessa, secondo me...) in una tortiera di 24 cm di diametro. Bucherellatela, cospargetela di biscotti sbriciolati (assorbiranno un po' il liquido in eccesso delle mele) e versatevi il composto di mele.
Coprite con l'altra metà di pasta e infornate a 180° per 30-35 minuti, finché la pasta sarà bella dorata. Lasciate raffreddare e sformate.




Ne approfitto per segnalarvi che è nato un nuovo Aggregatore di blog di cucina e di ricette, molto carino! Si chiama Smilla Magazine. Magari può essere utile per chiunque voglia far conoscere un po' di più il proprio blog. E poi ogni ricetta ha sempre il link alla relativa fonte, quindi: chiaro e onesto! :)

Cito testualmente:

"SMILLA è un magazine che offre una rassegna stampa quotidiana degli articoli pubblicati su siti di informazione e blog dedicati al mondo della cucina. SMILLA estrapola per ogni articolo uno snippet o breve riassunto che dir si voglia, fornendo così una notizia incompleta, che può essere letta nella sua versione integrale, seguendo il link apposto alla fine di ogni testo." 








venerdì 1 ottobre 2010

La decisione e la scelta

"Ciò da cui si comincia è la decisione", scriveva da qualche parte Kierkegaard. E aveva ragione. Decidere un passo importante, che ti cambierà la vita, è come mettere una prima pietra nella costruzione della tua casa. E' la prima, ma senza di quella non ci sono fondamenta.
Mi sento come quando si sale sulla seggiovia...quel senso di vuoto allo stomaco, quando vieni quasi catapultata nel vuoto, ma sai che per raggiungere la sponda opposta della montagna devi per forza salirci su. E sotto di te, il vuoto. Ma certi viaggi non si dovrebbero mai fare da soli, bisogna sempre scegliersi di fianco uno o più passeggeri, che nel tuo primo passo, nel tuo lancio verso l'ignoto, ti tengano la mano quando la paura avanza e non sai se vuoi davvero andare fino in fondo. Ci vuole un tendone di protezione, un materasso sicuro in cui lasciarti cadere, quando sei stanco e vuoi fermarti un attimo.
Ma io non sono sola. Perché ad appoggiare la prima pietra siamo già in due, il maritone ed io. E siamo una squadra fortissimi, noi due insieme.

Questo sarà un po' il mio "diario virtuale", perché quando ho deciso di aprire un blog, era anche perché volevo appuntare qui i miei pensieri, oltre che le ricette...
Lo so che con il mio vizio di essere ermetica non vi ho fatto capire niente... :) Ma del resto, adesso non ho niente da dirvi...niente, se non la decisione che aspetta di farsi casa.


LA MIA PIZZA DI SCAROLE



Ingredienti

per la pasta:

500 gr di farina
2 bei cucchiai di olio extra vergine di oliva o strutto (mia madre usava lo strutto, io preferisco l'olio)
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero
250/300 ml di acqua tiepida
1/2 cubetto di lievito di birra

Fate la fontana con la farina, mettete in un angolino il sale; sciogliete il lievito con un po' d'acqua e versatelo sulla farina, al centro, insieme allo zucchero. Aggiungete l'olio, ai lati, e cominciate ad impastare, prendendovi a poco a poco la farina dai lati e aggiungendo piano piano acqua quanto basta per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Incorporate per ultimo il sale.
Coprite e mettete a lievitare in luogo riparato per 2 ore.

p.s. io ho lavorato l'impasto nella macchina del pane, col programma "solo impasto", che include anche la lievitazione.

per il ripieno:

un cespo di insalata grande, usando sia le foglie verdi che quelle più centrali, tenere e bianche
una manciata di capperi
1/2 acciuga sotto sale
una manciata di olive nere, snocciolate e tagliate a metà
sale
olio
peperoncino, se vi piace
aglio
pinoli e uvetta passa, se li gradite (io non li metto)

Fate soffriggere in un po' d'olio l'aglio (che poi eliminerete) con l'acciuga tagliata a pezzetti piccolissimi, i capperi, le olive nere e il peperoncino. Unite la scarola pulita e lavata e aggiungete un goccio d'acqua (qui potete aggiungere anche i pinoli e l'uvetta). Coprite col coperchio e fatela stufare. Salate e lasciate intiepidire.

Ungete uno stampo di 24 cm con un po' d'olio.

Tagliate 2 terzi della pasta e stendetela in modo che i bordi escano dallo stampo. Riempitela con la scarola e chiudete con l'altra parte di impasto (io spennello anche la parte superiore con un pochino di olio). Sigillate bene i bordi e lasciate lievitare un'altra 20ina di minuti.

Intanto, accendete il forno a 180° e infornatevi la pizza, facendola cuocere per circa 30-40 minuti, finché sarà bella colorata.



Enjoy, choose...and decide!
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