"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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lunedì 10 gennaio 2011

Qui si parrà la tua nobilitate

Calma. So benissimo che devo assolutamente stare calma e serena. La calma è la virtù dei forti...peccato che non sia la mia, proprio per niente.
Allora, ricapitolando: le stanze profumano di pulito; la "camera della perdizione" è stata svuotata di tutte le cianfrusaglie buttate lì a caso e ora ha un aspetto quasi umano (no...niente di osé, è solo soprannominata così una camera che appena sposati avevamo destinato a un eventuale bambino e che poi col passare degli anni è diventata il ripostiglio di tutto quello che non aveva una collocazione precisa in casa...); il cesto della biancheria sporca ikea rosso fuoco ha trovato un asilo più dignitoso e ora non sta più fra i piedi; i balconi spazzati, lavati e sistemati, anche se non ce l'ho fatta a strappare tutta la giungla cresciuta nelle piante di quello del salone (...non ho esattamente il pollice verde...) e so benissimo che tra poco, se le faccio crescere ancora senza potarle (e innaffiarle, infatti non so come diavolo facciano a crescere in maniera così esponenziale...io ci provo ad affamarle, ma loro continuano ad esistere mio malgrado) mi salteranno addosso e mi si mangeranno, finalmente sazie di qualcosa; dal salone sono spariti albero di Natale e presepe; il sacco dei panni da stirare stasera sarà vuoto (se non mi ci addormento sopra prima) e domani tocca a bagni e cucina...beh, mi sembra di essere a buon punto.

E domani conosceremo lei. La persona da cui dipende la nostra idoneità a diventare una famiglia. Lei, l'assistente sociale. Quella che dovrà scrivere la relazione che leggerà il giudice, l'unica carta d'identità che permetterà a quest'ultimo di conoscerci e capire se possiamo o no aspirare a diventare genitori adottivi.
Non è tremenda, questa cosa? Una tizia che non conosci, che non hai mai visto in vita tua, dovrà venire a casa tua, osservare tutto, farti un milione di domande e da quello che ha sentito e visto capire se sarai una buona madre. Guarderà la casa e magari percepirà tutta l'attenzione e la passione che metti nel fare le cose e poi guarderà noi e ipotizzerà, dopo una serie di incontri, se ameremo abbastanza nostro figlio e se siamo psicologicamente equilibrati e se la nostra coppia funziona.
Certo, questo è il loro lavoro, ne sono consapevole e credo che non sia facile neanche per loro, dare un giudizio così importante per tante coppie. E' solo che penso a quanto sia diversa, la condizione di chi vuole accogliere nella propria vita un bambino non nato dalla propria pancia, che si trova sotto esame per così tanto tempo, e la condizione invece di chi scopre un giorno -fasto o nefasto dipende dai casi- di essere incinta. E non importa che si abbia 13 o 50 anni e che si desiderasse o meno quella gravidanza, non importa se si è sposati o meno, se si è poveri o ricchi, buoni o cattivi, sporchi o puliti...nessuno andrà a dire loro se saranno buoni genitori oppure no, nessuno farà loro domande imbarazzanti e li psicanalizzerà senza pudore.
Già...ma questo è il prezzo da pagare. Questo è un percorso "speciale" e, in quanto tale, particolari dovranno essere anche le dinamiche che ci porteranno all'incontro con nostro figlio o figlia...o figli!! 

Domani, alle 16, sapremo almeno che faccia avrà e forse intuiremo se le piacciamo...o no. :-/
Che dite, qualche biscottino di questi mi faranno sembrare quanto meno simpatica??...e speriamo non sia a dieta!!!


CANTUCCI CON NOCCIOLE E CIOCCOLATO
adattata dal Sale e Pepe -Aprile 2006




Ingredienti


500 gr di farina
250 gr di zucchero
250 gr di nocciole (io ne avevo 200)
100 gr di cioccolato fondente
1/2 bicchiere di vermut
50 gr di burro
3 uova (la ricetta diceva piccole, io le ho usate medie, forse per questo l'impasto è risultato più morbido)
2 cucchiaini colmi di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
1 limone o 1 arancia non trattate (io ho usato 1 arancia) 


Tritate grossolanamente metà delle nocciole, devono rimanere piuttosto grosse; spezzettate il cioccolato.
Raccogliete in un recipiente la farina, il lievito, il bicarbonato, lo zucchero, il burro a pezzetti, la scorza grattugiata dell'arancia o del limone e cominciate ad impastare, bagnando il composto col vermut.
Lavorate l'impasto finché sarà compatto; appiattitelo un po', spargetevi sopra le nocciole, sia intere che tritate, il cioccolato




e impastate ancora il tutto: dovete ottenere una pasta consistente, usate ancora un pochino di farina se ne avete bisogno (a me infatti è servita)




Accendete il forno a 180°.
Dividete l'impasto in 10 pezzi e formate dei filoni larghi circa 4 cm; sistemateli, leggermente distanziati, su una placca foderata di carta forno e infornateli per 20-25 minuti (a me ne sono bastati 18-20)





Sfornateli, lasciateli intiepidire, poi tagliateli a fette spesse un paio di centimetri.




 Infornate di nuovo i cantucci per altri 5 minuti, per farli diventare croccanti.




Accompagnateli con Vin Santo ( ma vanno bene anche col caffè...).








10 commenti:

  1. Anche se avrà iniziato la dieta non credo resisterà ai tuoi cantucci...per tutto il resto ti faccio un enorme in bocca al lupo! ;-)

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  2. io,se non si era già capito,sto per laurearmi in scienze del servizio sociale e spero che per la fine dell'anno sarò un'assistente sociale.
    Conosco tante storie di conoscenti che per vari problemi sono dovuti ricorrere all'adozione,storie di attese interminabili, di rabbia, di sconforto.
    So che sinceramente vista così sembra un'ingiustizia, una sconosciuta che in 4 parole deve decidere per te se tu sarai una buona madre o un buon padre.
    ma ci tento a precisare che prima di tutto, tranquilla, non sarà un solo incontro a decidere tutto ma sopratt. che in quel momento l'a.s. sta semplicemente tutelando un bambino che ha già sofferto tanto.
    Dagli incontri si cerca anche di capire se i futuri genitori sono appunto coscienti del fatto che un bambino che ha sofferto non è un bambino come tutti gli altri.
    Tranquilla,basta essere naturali :)
    Certo il tuo pollice NERO non aiuterà molto ahahahhaahahha ;) scherzo.
    Ah dimenticavo: tutte le a.s. che ho conosciuto erano sempre a dieta, ma le loro tirocinanti (che guarda caso ero sempre io...) NO.. ahhahahahaha
    in bocca al lupo!!
    ps. ho pubblicato i TUOI omini allo zenzero.

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  3. Sempre un sincero in bocca al lupo per quello che state facendo...molto nobile...ti rubo un cantuccio e ti auguro buona giornata...ciao.

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  4. Ciccia stai tranquilla!!!!! devi essere te stessa....lo so non è facile, ma lasciati andare tra le braccia del Signore. Ci penserà Lui affidati totalmente. Pregherò per te oggi, un abbraccio Lia.

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  5. Mi sono letta tutto d'un fiato... e alla fine mi è venuto da piangere! Sai quanto sia con voi in questo momento, lo sai vero? Cosa dire in questi casi? siate voi stessi, il più possibile... :))

    Un abbraccio forteforteforte!

    polepole

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  6. un grosso in bocca al lupo!!!!
    con l'augurio che il nuovo anno possa portarvi la felicità desiderata!!!!

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  7. Ciao Gabri!
    Non posso fare altro che rivolgerti un pensiero ed esserti vicina.
    Anche io come te sto facendo un percorso difficile "per mettere su" famiglia!
    Quindi ti abbraccio forte e spero che oggi sia andato tutto bene!!!
    A presto e... un cantuccino non fa male a nessuno :))

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  8. Ciao Gabri, grazie di essere passata, ti sono vicina in questo percorso di vita, non ho idea di cosa tu stia provando ma ti abbraccio forte.

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  9. Che belli....e buoni""
    Brave brave, sono bellissimi :-)
    baci

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  10. @Caterina: Purtroppo non li ha assaggiati...ma così ne sono rimasti in più per noi!! ;D

    @eres: Mi dispiace, forse sono sembrata più polemica di quanto avrei voluto...In realtà non ho bellissime esperienze, con le assistenti sociali, ma certo, non sono tutte uguali...Tu, ad esempio, sei dolcissima :DDD E sarai una splendida assistente sociale, ne sono certa! Comunque, è andata bene!! :))

    p.s. ...li ho visti!! Sono bellissimi...i TUOI omini di pan di zenzero!! (adesso che li hai provati, sono tuoi ;p )

    @Max: Grazie, Max!! Speriamo bene! Buona giornata anche a te.

    @anonimo: Lo so, che siamo nei tuoi pensieri :* :* :*

    @polepole: mi hai fatto venire in mente mia nipote, che l'altra mattina ha guardato il maritone e gli ha detto: "zio, mi raccomando...non essere proprio proprio TE STESSO fino in fondo...magari le tue solite battute...ecco..non le fare!!!" :o ahahahah!!! Che amore, eh?? Grazie, cara, lo so, so tutto e ti abbraccio forte forte

    @Dario: grazie, Dario!! Crepi il lupo!!

    @Francesca: allora teniamoci in contatto. Condividere certe esperienze rende la salita meno dura :)

    @Cristina: Grazie a te!! Un bacio!

    @Orchidea: Grazie mille!! :*

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Impronte sulla sabbia
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