"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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martedì 1 marzo 2011

Le ricette della tradizione: migliaccio di farina gialla

Ci sono ricette che si passano di madre in figlia, di zia in nipote, insomma di famiglia in famiglia e che se non si appuntano, anche approssimativamente, al momento opportuno, si rischia di perdere per sempre.
E' il caso del migliaccio di farina gialla salato (quello dolce si fa con la semola e spero di postarlo al più presto), che si mangia dalle mie parti nel periodo di Carnevale e che, un po' come il Tortano pasquale, hanno il loro perché solo durante queste feste...pena il ricovero per disordini epatici.
Il punto è che mia madre, come sua madre prima di lei e forse anche tutta la dinastia delle donne della sua famiglia, aveva il vizio di non segnare mai le dosi per le ricette. Ora, io capisco che quando sei giovane e prepari sempre le stesse pietanze ogni anno magari ti sono rimaste in mente...però poi si diventa vecchie e scordarelle e i 100 gr di strutto diventano per miracolo 250 e allora lì cominciano i problemi...
Infatti, il migliaccio di semola, in questi ultimi anni, era diventato una specie di ricordo lontanissimo, perché mia madre ogni volta usava dosi diverse e faceva dei macelli tremendi...così ha cominciato a non prepararlo più.
Ed è stato un vero peccato, perché è una di quelle cose talmente buone e particolari, che non si può non averle nel patrimonio culinario di ogni famiglia!
Poi, la settimana scorsa, parlando con una zia che -per nostra gioia- è rispettosissima delle tradizioni delle feste, le dicevo di quanto mi dispiacesse non avere la ricetta del migliaccio salato, che mi piaceva da morire e lei mi fa: "Ma io la ricetta ce l'ho!"
:-O ziaaaaaaaaa!!!! Ma dove sei stata tutti questi anni??!!?? Perché nessuno di noi ha avuto l'idea di chiedere la ricetta a te??!! Non ci posso credere. Lei era lì, dall'altro lato della strada e non ci è venuto in mente di domandarle questa cosa....tant'è. Adesso la ricetta è a casa mia, ben cusodita per le generazioni future :)

Nel frattempo, lei che è una zietta fantastica, ce ne ha anche preparato un meraviglioso esempio e noi ce lo siamo pappato con grande soddisfazione...con buona pace del signor fegato.

Semel in anno licet insanire, no?  ;D



MIGLIACCIO DI FARINA GIALLA DI CARNEVALE
quello della foto è quello che hanno fatto le manine sante della zia



Ingredienti per uno stampo di 30 cm

400 gr di farina gialla di granturco (la farina per polenta)
1 l e 3/4 di acqua
130 gr di salsiccia secca
100 gr di pancetta tesa, leggermente rosolata in padella
uva passa a piacere
150 gr di pecorino a fettine
1 cucchiaio di sugna
pepe
cicoli, una manciata abbondante
sale q.b.

Preparazione

Mettere l'acqua, un pizzico di sale (assaggiatre l'acqua, non deve essere insipida, ma nemmeno troppo saporita) e la sugna in una pentola;
quando bolle, versate la farina un po' per volta, a pioggia, come si fa per la polenta, girando con un cucchiaio e facendo in modo che non si formino grumi.
Quando la farina è finita, spegnete la fiamma e aggiungete la salsiccia tagliata a pezzetti, l'uva passa, il formaggio, una macinata di pepe, i cicoli e per ultima la pancetta rosolata ancora calda.
Mescolate bene per amalgamare.
Ungete con un pochino d'olio uno stampo antiaderente di 30 cm, riscaldatelo leggermente sul fuoco e versateci dentro l'impasto.
Livellate con il dorso di un cucchiaio la superficie e cospargetela con un filo d'olio.

Infornate il migliaccio in forno ventilato a 180° per circa 30 minuti (fino a che assume un colore ben dorato).

...gnam gnam!!!


7 commenti:

  1. Ti sono grata per questa meraviglia gluten free!!!

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  2. Ciao! sai che non avevamo idea di come si preparasse?? davvero semplice e veloce..che quasi quasi lo proviamo!
    un bacione

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  3. Ciao come al solito le ricette della tradizione sono le migliori!!Da provare assolutamente!!
    Tanti complimenti come sempre a te e anche alla tua zia per averti dato la ricetta.
    Grazie ancora e buona settimana

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  4. Manine sante...e pensa anche se lo fai con loro davanti a seguirti non viene allo stesso modo...capitava così con mia nonna. ottimo, ciao.

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  5. Buongiorno e grazie per avermi inserita nei blog amici..spulciando il tuo bog scopro che ti piace la toscana..io sto in Versiia,in provincia di Lucca..se capiti da queste parti ti faccio da cicerone volentieri..non scherzo..

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  6. Dev essere buonissimo!non lo conoscevo...un bacione!

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  7. @fantasie: non ci avevo pensato!! Sono felice di averti dato un'idea golosa e senza glutine!

    @Manuela e Silvia: Mia zia mi ha comprato da una contadina la farina di granturco biologica: adesso non ho scuse, devo provarla!!

    @atri: ciao, atri! Sì, le ricette di famiglia hanno sempre un gusto speciale :) Buon fine settimana!

    @Max: già, Max...purtroppo è vero ;D

    @pippi: io AMO la Toscana!! Grazie! :)))

    @Nightfairy: Davvero buonissimo, Night, da provare!

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