"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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venerdì 24 giugno 2011

Piacere o non piacere. Petto di pollo con salsa strafottente al curry

Farmi rispettare...è quello che mi riesce più difficile, oltre che dire "no" quando è giusto dirlo...
Come dei grilli invedenti e insidiosi, alcune persone si insinuano nella mia vita e ne prendono possesso, come se fosse casa loro. Ho capito-un po' tardi, ma per fortuna non troppo- che sta a me porre dei limiti, non posso aspettare che capiscano da soli. Perché quando una persona ti chiede quel favore che proprio non dovrebbe chiederti, creandoti un disagio; chiama insistentemente ad ora di pranzo per dirti cose che potrebbe dirti anche solo un'ora dopo, facendo orecchie da mercante a tutti i tuoi gentilissimi "Ci sentiamo domani, però chiamami dopo le 2, ok?";  e più di tutto, finge di non ricordarsi che quello che fai il pomeriggio è un lavoro e non un hobby e quindi deve rispettarlo come tale...allora le parole sono inutili. Qui entra in gioco la fermezza.

Nel mio restoration planning che prevede la liberazione da tutti i "grilli" che soffocano la mia vita e che non mi considerano una persona, ma solo una dolce e morbida panna cotta in cui affondare il cucchiaino senza creanza alcuna, c'è anche questo: imparare a dire i no dovuti e non sentirmene in colpa e soprattutto fare in modo che gli altri mi rispettino, anche se questo significa sembrare meno buona, meno tenera, meno accondiscendente.

I primi passi già li sto facendo...e non mi ero mai sentita così vera.

...vera come il sapore pungente del curry, che non ha mezze misure: o piace o non piace. E non gliene frega niente :)


PETTO DI POLLO CON SALSA  AL CURRY



Ingredienti per 4 persone

500 gr di petto di pollo

Per la salsa al curry

 50 gr di burro
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di curry in polvere
1/4 di cipolla
sale e pepe
acqua e latte q.b.

Tritate la cipolla e fatela ammorbidire per 5 minuti con il burro.
Cospargetela con la farina, mescolate e unite pian piano il curry diluito in un po' di latte caldo.
Cuocete per circa 20-30 minuti, unendo via via altra acqua calda mischiata col latte, fino ad ottenere una salsa densa ma fluida (la diluizione dipende anche dal sapore che volete ottenere: più forte o meno deciso).
Salate e pepate.


Arrostite i petti di pollo su una piastra. Salateli un pochino e tagliateli a striscioline.
Metteteli nel piatto e nappateli con la salsa al curry.
Serviteli caldi.


*assaggiatelo con l'aggiunta di qualche foglia fresca di mentuccia: vi sorprenderà!

5 commenti:

  1. E' molto difficile, provoca moltissima sofferenza lo capisco perfettamente, con presunzione ti consiglio, non cedere mai, con dolcezza e determinazione ma non cedere. Rimango sempre dell'idea che è necessario immergere il piede nella lava che è dentro di noi, senza ritrarlo con la paura di scottarsi anzi con la consapevolezza di DOVERLO fare, è necessario per uscirne migliori.
    Cosa dire del piatto che proponi...splendido mi riporta a momenti meravigliosi con una persona altrettanto meravigliosa, che non potrò più rivivere.
    Con affetto Stefano del blog Dillo a noi.

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  2. P.S.
    Importante è quello che sei non quello che sembri.

    Scusami ho veramente tante di quelle cose per la testa che....e da un po' di tempo ho problemi di concentrazione che non ho mai avuto questo mi porta a frammentare tutto.

    Sempre Stefano del blog Dillo a noi.

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  3. Ci vuole sempre il palmo di distanza!!! Ottimo il pollo strafottente!!! Ciao.

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  4. Uh ma che bello quando si riesce a dire NO alle cose che non ci piacciono o che peggio ci fanno stare male. Più NO sani dirai più ti sentirai meglio e a volte è più piacevole essere considerata un po' cattiva che una buona buona a cui si può fare e dire tutto. Bella la metafora della panna cotta e trovo fantastico questo pollo al curry. E hai ragione o lo odi o lo ami, come le persone vere che sanno farsi valere, non piacciono a tutti ma quando piacciono è per sempre.

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  5. @Stefano: Grazie, Stefano, stavolta sono davvero determinata... :) Ti mando un abbraccio grande!

    @Max: ...quanto hai ragione! Buona serata a te!

    @Vera: ...infatti, davvero, non sai che senso di libertà!! E tu, con quel nome così bello e impegnativo...vera lo devi essere per forza... ;D

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