"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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giovedì 21 luglio 2011

Chi sono io? Il saltimbanco dell'anima mia

 

 Non è facile rientrare in se stessi e ritrovarsi. Non lo è mai. Nel tempo i dolori e quelle che sembrano "contingenze" ti costringono a virare e cambiare rotta, a imparare altre lingue e altri linguaggi, a mutare pelle come i serpenti, ad adattarti alle situazioni e alle persone per paura di sbagliare e far soffrire. ...e così ad un certo punto ti trovi a chiederti chi sei. E cosa vuoi davvero. E guardarsi indietro e ricucire gli strappi e con lucidità e forza ricominciare daccapo, proprio dal punto in cui la stoffa si è strappata, non è per niente automatico.
C'è un momento della vita in cui crediamo che per vivere sereni sia necessario mortificare le nostre pulsioni più profonde, se vediamo che queste creano problemi agli altri, e diciamo a noi stessi che è giusto così, che va bene così, che noi siamo brave persone e le brave persone mettono da parte se stessi per il bene comune, per il bene di quelli che amano...ci si abitua talmente bene ad essere invisibili, per non dare noia, per agevolare le situazioni, per creare il minimo ingombro possibile, che alla fine smetti di esistere anche per te; la tua "invisibilità" diventa un dato di fatto, una cosa normale, per cui non ti guardi neanche più allo specchio e ti chiedi come stai, cosa ti fa stare male o bene e cosa desidereresti sul serio. Ti sei modellato con tale abilità al dolore degli altri, che ora ti chiedi quale sia la tua forma reale. "Essere te stessa"...ma cosa vuol dire essere me stessa? Soprattutto...chi è me stessa? Ritrovarsi dal bivio in cui ci si è persi è un cammino impervio e a tratti fa male. Fa male davvero. Ma sono certa che ne valga la pena.

Non ho dubbi su chi sono, invece, quando sto vicino alla cucina...E' l'unico momento in cui so dove vorrei essere ed è proprio lì, nell'hic et nunc, nell'istante creativo e nella forza creatrice del lievito, nei profumi che si sprigionano dalle padelle, nel pizzicore mistico delle spezie, nel sapore dolce di una magia che prende forma...e io ci sono. Sono lì. E non vorrei essere da nessun'altra parte e non vorrei essere nessun altro... Perché una volta per tutte sono nell'istante che ho scelto io, da sola.




BABÀ ALLO STREGA


Ingredienti
per 13 babà singoli o un babà grande

Per la pasta

350 gr di farina manitoba
25 gr di lievito di birra
(o 1 bustina di ldb in polvere Mastrofornaio)
100 gr di burro
3 uova
50 gr di zucchero
150 ml di latte tiepido
1 pizzico di sale
[la buccia grattugiata di 1 limone]*
[1 bustina di vanillina]*


*non sono indispensabili, perché la bagna li sostituisce, io li metto perché mi piace avere l'impasto più profumato

Procedimento

Sciogliete il lievito nel latte tiepido e fondete il burro.
Inserite in una ciotola (o nell'impastatrice) la farina, lo zucchero, le uova, il pizzico di sale (stando attenti che non tocchi il lievito), il burro e infine il sale. 
(io avendo il Kenwood ho invertito l'ordine degli ingredienti : ho messo i liquidi col sale e le uova sotto e poi la farina, lo zucchero e il lievito secco sopra, ho fatto andare l'impastatrice e piano piano ho aggiunto il burro)
Impastate bene, sbattendo con le mani, fino ad ottenere un impasto molto morbido, che si stacca dalle pareti della ciotola. Coprite e fate lievitare per 1 ora.
Sgonfiate l'impasto e reimpastatelo un pochino, poi lasciatelo lievitare ancora per 1 ora (io 20 minuti) **.
A questo punto riprendete l'impasto, sgonfiatelo (sarà morbidissimo e piuttosto ingestibile da manipolare) e riempite come me degli stampini da babà, imburrati e infarinati (ne verranno circa 13 o 14, a seconda di quanto li riempite, l'ideale sarebbe riempirli per non più della metà) oppure uno stampo unico col buco di 30-32 cm di diametro.



Fate lievitare fino a che l'impasto ha superato di poco il bordo (a me ci sono voluti circa 30-35 minuti, ma ci potrebbe volere anche qualche ora...) e infornate in forno già caldo a 180° per circa 20-25 minuti (anche qui il tempo varia da forno a forno, il babà grande forse potrebbe metterci di più)


Quando saranno pronti (fate la prova stecchino), lasciate asciugare a forno spento per 5-10 minuti.



Metteteli a raffreddare su una gratella e intanto preparate la bagna.

Per la bagna

1 l di acqua
la buccia di due limoni
550 gr di zucchero
300 ml di liquore Strega
(o rum, se volete farli tradizionali)

Se fate un babà unico, dimezzate le dosi della bagna.

Mettete a bollire tutti gli ingredienti -tranne lo Strega- per qualche minuto, poi spegnete e aggiungete il liquore.
Piccolo consiglio: se i babà sono freddi, usate la bagna calda, viceversa se sono caldi i babà usate la bagna fredda.

Immergete i babà nella bagna per qualche minuto, rigirandoli in modi da farla assorbire in modo omogeneo e metteteli a scolare su una grata con un recipiente sotto, in modo da poter riutilizzare la bagna in eccesso, fino a che i babà non saranno perfettamente inzuppati dello sciroppo.



 Tagliate i babà a metà, senza arrivare in fondo col coltello e farciteli con panna e frutta, a piacere oppure lasciateli anche così, nature.



Se volete ottenere l'effetto lucido classico della pasticceria, spennellateli con gelatina di albicocche, prima di servirli (anzi, se mi dite dove la trovate, la compro anch'io ;D ).




**la prima volta che ho fatto questa ricetta era autunno e faceva freddo, quindi ho rispettato quasi del tutto i tempi di lievitazione. Stavolta invece, con 30° fuori, l'impasto è lievitato prestissimo, soprattutto negli stampini, se non li infornavo presto esplodevano! Quindi il mio consiglio è di tenere presenti le indicazioni della ricetta, ma ovviamente guardare anche le condizioni del tempo, oppure dimezzare la quantità di lievito.





8 commenti:

  1. copio la ricetta dei babbà.. volevo farlo dall'anno scorso..

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  2. Ciao Gabri!
    Complimenti sinceri per questa deliziosa ricetta: da tempo speravo di poter sfornare qualche babà ma nessuna indicazione mi rendeva sicura della buona riuscita.
    Ora che vedo tutta questa bontà, però, prendo senz'altro in prestito la tua per deliziare il palato di mia madre che ne va matta.
    Grazie davvero per questa occasione...

    ...e riguardo alla riflessione iniziale, mi rendi così profondamente emozionata con la tua sensibilità che, per quanto mi trovi d'accordo, resto ugualmente senza parole.
    Solo all'accenno di saltimbanco, mi viene alla memoria l'omonimo quadro di Picasso che ti consiglio di cercare e ammirare; forse potrà aiutarti a capire e a rincuorarti l'anima.

    Un sorriso.

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  3. Navigando il lungo e in largo tra i blog, sono finita qui nel tuo.
    Il tuo blog mi piace moltissimo: Le ricette, la grafica, tutti i contenuti interessanti.
    Mi sono aggiunta ai tuoi followers cosi non ti perdo più di vista.
    Se ti va, passa a trovarmi, sei la benvenuta.
    La magica Zucca

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  4. Ma i tuoi baba' sono uno splendore! Io li ho fatti una sola volta e sono venuti una vera schifezza! Dovrei farlo un altro tentativo, sono troppo buoni! Ciao e complimenti ancora!

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  5. Mentre ti leggevo, pensavo che avrei potuto scrivere le stesse cose, certo l'avrei fatto in modo peggiore :-p ma nell'ultimo periodo sto provando le stesse sensazioni, e ciò mi ha scosso, prima nel male, ma ora sto cercando di cambiare rotta e cigliere il buono che c'é in me(deve esserci, no?!)...Buoni i babà, ti sono venuti benissimo!

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  6. Ciao.......passa da me che c'e' un premio........ahhhh,complimenti per il tuo blog

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  7. Oggi Gabry versione filosofa..e io mi mangerei giusto giusto un babbà..quello con la crema e le amarene..mamma mia come me lo mangerei davvero...

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  8. @eres: ...allora è il momento giusto!! ;D

    @Chamomile: Grazie, Chamomile, sei troppo gentile, rischi di farmi arrossire :)))
    Per quanto riguarda i babà, non ricordo dove ho preso questa ricetta, risale a tanti anni fa, ma le uniche due volte che l'ho fatta è stata un successo, la pasta brioche è meravigliosa, soffice e profumata! Devi provarli! :)

    @LaMagicaZucca: Ciao, benvenuta a te! Sono felice che tu ti trovi bene nel mio angolo di pensieri e ricette...Ho visto il tuo blog ed è molto carino! Verrò a trovarti spesso anch'io ;D

    @Stella: Non demordere, Stella! Sono sicura che fosse una giornata no...ritenta! :>

    @Nightfairy: questa è una delle cose belle del web: si possono condividere le emozioni più profonde e scoprire che non si è soli :))

    @Micol: Grazie, Micol!!! Ne sono onorata! Passo a farti un salutino, ma per i motivi che ho scritto qui a lato, io non accetto premi... :(

    @Pippi: eheheh...ci sono tante Gabry, qui dentro di me... ;p

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