"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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mercoledì 28 settembre 2011

La strada meno battuta

Ogni cosa ha sempre il suo tempo.
Soffriamo spesso, per questa discrepanza continua tra il nostro desiderio e il momento in cui questo arriva ad avverarsi...e quasi mai le due cose sono molto ravvicinate.
Eppure, col senno di poi, ci rendiamo conto che forse le cose succedono quando si è maturi abbastanza da renderle possibili e accettare quel pizzico di rischio che accompagna tutti i desideri più importanti della nostra vita. Senza quel margine di imponderabile, i sogni rimangono favole impossibili.
Un anno fa non avresti mai pensato che avresti vissuto un'esperienza così travolgente e coinvolgente, gomito a gomito con persone sconosciute, che giorno dopo giorno diventano sempre più familiari; e ti ritrovi in macchina, tornando a casa, a sorridere da sola, canticchiando con la radio accesa, perché dopo tanto tempo non pensavi più di poterti costruire un pezzetto di mondo tutto tuo, "a room of your own" -parafrasando Virginia Woolf- dove essere la te stessa che ti va...e tornare a quelle atmosfere un po' goliardiche, un po' professionali e serie che avevi quasi dimenticato tra i banchi dell'università, taaaanti tanti anni fa....
E sentire che la vita, quando vuoi, sa sorprenderti con regali inaspettati. Sì, quando vuoi e non quando vuole lei, perché la scelta di farci sorprendere sta a noi...

Un anno fa non avrei creduto che ce l'avremmo fatta davvero, ad arrivare in fondo alla strada dell'adozione e che ci saremmo trovati, dopo l'udienza col giudice, al punto di svolta più importante del nostro matrimonio.
Non importa quanto passerà adesso, quanto ci toccherà aspettare (abbiamo scelto di intraprendere solo la strada dell'Adozione Nazionale)...ma noi diventeremo genitori.
E allora la vita ci sorprenderà di nuovo, e ancora una volta l'Imponderabile sarà lì, davanti a noi, che ci chiederà di rischiare ancora e ancora e ancora....

"Due strade trovai nel bosco:
io scelsi la meno battuta.
Ed è per questo che sono diverso."
[Robert Frost]

Questa frase di una bellissima poesia di Frost me la scrissi tantissimi anni fa su un sassolino che trovai sulla spiaggia. Da allora è sempre stato il motto della mia vita :)


   


TORTINE LEGGERE ALLE CAROTE
 

Ingredienti per 10-12 tortine
3 uova 
3 cicchiai colmi di farina 00
100 gr di zucchero
150 gr di mandorle tritate
(ma vengono benissimo anche con le nocciole)
200 gr di carote
1 tazzina di rum
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1 limone biologico


Procedimento

Per fare questi dolcini semplici e deliziosi io uso un comune robot da cucina.
Metto le carote pelate e tagliate a pezzetti nel robot e le frullo fino a farle avere una consistenza molto morbida (potete anche grattugiarle, ma io per comodità salto questo passaggio).
Metto dentro le mandorle e le faccio andare un pochino con le carote.
Aggiungo le uova, uno alla volta e frullo leggermente per amalgamarle.
Unisco lo zucchero, il pizzico di sale, il rum, la buccia grattugiata del limone e amalgamo.
Infine, setaccio la farina con il lievito e la verso a poco a poco nel robot, amalgamandola prima a mano e poi pochissimi secondi col robot, per rendere il composto omogeneo.

Verso l'impasto in pirottini di carta (avrei potuto riempirli di più, ma volevo venisse un numero maggiore di tortini, quindi regolatevi voi. Se vi piacciono più cicciotti, mettete più composto)

Infornate a 180° per circa 25 minuti.






Ieri mattina mi è arrivato un bellissimo pacco, dono di Max e della sua terra ricca di meravigliose tradizioni culinarie...


Grazie mille, Max, di cuore! Partecipare al tuo contest è stato -soprattutto per il maritone :> - un momento di vero estro creativo e questo per entrambi non è un "premio di consolazione", ma un trofeo con i fiocchi!! 
Spero di riuscire presto a convertire in qualche ricetta originale queste delizie!

Alla prossima, Max!!



12 commenti:

  1. Ho intrapreso questa strada 9 anni fa, con due pargoletti che tanto batuffoli non erano... ora sono quasi uomini, e vedo come questo ha cambiato la mia vita... ma soprattutto la loro. Un bacio grande!
    P.s. e loro adoro i miei dolcetti... questi li rifarò pensando a te e alla tua strada diversa, come lo è stata la mia!

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  2. queste tortine dal colore solare sanno di festa... mi ricordo quando iniziasti il percorso, tra tanti timori, sono davvero tanto contenta! Un abbraccio!

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  3. buonissime le carote, anche nei dolci (forse ero un coniglio in una vita precedente).
    e tanti in bocca al lupo per la tua avventura.
    noi vorremmo intraprendere la strada dell'adozione internazionale, ma prima vogliamo aspettare che i nostri cuccioli crescano ancora un po, e poi vedremo. chissà come andrà...
    buona giornata

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  4. Mi hai emozionato e te lo dico per davvero!
    Ti immagino guidare cantando con quell'emozione di vita che non solo passa ma che stai vivendo in modo pieno! ti auguro di continuare così!

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  5. molto bello il tuo blog.. da oggi lo seguo.. e ti invito nella mia cucina..
    ciao
    Giovanni

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  6. Io te lo aguro con tutto il cuore e che il vostro desideri diventi realtà...tanti amici hanno avuto la pazienza di aspettare e poi hanno avuto la grande soddisfazione di diventare denitori e adesso sono felicissimi...i dolcetti sono fantastici...buona giornata, ciao.

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  7. Che bello, sentire una di queste storie al lieto fine! Spero davvero che il vostro percorso sia breve, e la conclusione vicina, te l'auguro di tutto cuore

    P.s. deliziose queste camille, le proverò

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  8. Adoro Proust, ho letto e riletto il suo romanzo: il nome del tuo blog mi piace tanto.
    Ottime le tue tortine alle carote.

    Baci

    Giovanna

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  9. @Mary: Grazie! :)

    @fantasie: Non sai quanto mi piacerebbe, poter condividere le attese, le paure, le domande, con chi questa strada l'ha già percorsa...E quanto mi conforta, sapere che c'è chi come te ne parla con gioia!!

    @merendasinoira:...e i timori sono ancora lì, dietro la porta!! :)))

    @sere: che bello, Sere! Allora in bocca al lupo anche a voi...che atto d'amore meraviglioso, quando si ha già una famiglia! Sarete davvero "speciali", ve lo auguro!!

    @Fico e Uva: :* :*

    @giovanni uno storico in cucina: Ciao, Giovanni, benvenuto! Ci teniamo d'occhio entrambi! ;>

    @Max: Grazie, Max, davvero...e non solo per le prelibatezze che ci hai mandato... ;D

    @Geillis: Un abbraccio fortissimo anche a te, Laura!

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  10. @Giovanna: Grazie, Giovanna! Sono passata a vedere il tuo blog: sei una cuoca -oltre che eclettica- instancabile!!! =D

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Impronte sulla sabbia
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