"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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domenica 27 febbraio 2011

Pancakes integrali con prosciutto e spinaci

Lo so che quando si dice "pancake", a tutti compare davanti agli occhi l'immagine golosa delle frittelle dolci* americane, grondanti sciroppo d'acero...e in effetti anche a me faceva un po' strano, all'inizio, pensare di prepararne di salati...
Ma vi assicuro che l'effetto "gola" è assicurato anche così, questa via di mezzo tra frittelle/frittatine/crepes, è buonissima proprio di suo! Sono morbidi, ma sodi, piacevoli da mangiare a cena, con farciture quanto più possibile saporite e umide (altrimenti potrebbero risultare un po' asciutti) e sono comodissimi da preparare, perché possono essere cotti in anticipo e tenuti in caldo, prima di essere farciti, oppure addirittura congelati.

...I'm lovin' it! :)

PANCAKES INTEGRALI CON PROSCIUTTO E SPINACI


Ingredienti per 6-8 pancakes
(a seconda di quanto li fate spessi. A me piacciono ciccioni...)

200 gr di farina 00
50 gr di farina integrale
2 cucchiaini di lievito per torte salate
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero
250 ml di latte
2 uova
50 gr di burro
prezzemolo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 pizzico di noce moscata, se piace
qualche fettina di prosciutto crudo
una decina di cubetti di spinaci surgelati
2 sottilette
sale e pepe

Preparazione

Prima di tutto, fate scongelare gli spinaci ed eliminate l'acqua che rilasceranno.
Poi...
Sciogliete a fuoco dolcissimo il burro in una padellina di circa 12 cm di diametro.
Sbattete con una frusta le uova con il latte.
Setacciate le farine in un recipiente, insieme al lievito e alla noce moscata, unitevi il sale, il pizzico di zucchero, il parmigiano e una spolverata di pepe.
Aggiungete agli ingredienti secchi il composto di latte e il burro fuso e amalgamate fino ad ottenere una pastella liscia.
Aggiungete il prezzemolo tritato e mescolate.
Riscaldate di nuovo e a fuoco dolce la padellina in cui avete sciolto il burro e versate la pastella in cucchiaiate abbondanti (o con un mestolo piccolo), ovviamente più pastella metterete, più spessi verranno i pancakes. Non esagerate, perché altrimenti vi ritroverete con un gigantesco blob e poi vi ci vorrà una settimana per digerirlo....
Appena cominciano ad apparire tante bollicine sulla superficie (dopo circa 1 minuto, 1 minuto e mezzo), rigirate il pancake e cuocere ancora per 1/2 minuti.
Cuocete in questo modo tutte le frittelle, avendo cura di impilarle via via una sull'altra, inframmezzandole con dei foglietti di carta forno e magari con sopra un coperchio per tenerle in caldo.

Una volta terminati i pancakes, preparate gli spinaci.
Fate dorare in una padella uno spicchio d'aglio in camicia in un po' d'olio.
Unitevi gli spinaci e fateli insaporire, aggiustandoli di sale.
Quando saranno pronti, spezzettatevi sopra le sottilette e fatele sciogliere.

Servite i pancakes a strati (2 o 3 alla volta) alternadoli con gli spinaci e le fettine di prosciutto crudo.








*la versione dolce, la trovate qua 




venerdì 25 febbraio 2011

Torta cioccolato e arancia e la mia prima collaborazione



Ieri mattina, con mia grande sorpresa, è arrivato il tanto atteso pacco della Molino Chiavazza. Devo davvero ringraziare quest'azienda, per la serietà, la disponibilità e la generosità con cui ha accolto la mia collaborazione!
Purtroppo dalle mie parti non è facile trovare questo marchio ed è per questo che sono ancora più felice di poterne sperimentare i prodotti, perché so che sono di ottima qualità!
Da oltre cinquant'anni il Molino F.lli Chiavazza produce farine di grano tenero e confeziona un'ampia gamma di sfarinati e prodotti destinati al consumo domestico.
Per una come me che ama i lievitati, è stato emozionante scoprire nel pacco così tante farine meravigliose!! Di sicuro le proverò al più presto...una per una!

Nel frattempo, desiderosa di iniziare a sfornare qualche dolce, ieri sera ho usato un comodissimo Preparato per torte e, con l'aiuto del ricettario all'interno della confezione, con qualche piccola variazione, ho preparato una Torta al cioccolato e arancia profumatissima e soffice, perfetta per la colazione di stamattina :)

Ringrazio ancora tanto la Molino Chiavazza per questa opportunità!

E ora andiamo con la ricetta...

TORTA AL CIOCCOLATO E ARANCIA


Ingredienti per uno stampo di 22 cm

4 uova
80 gr di succo d'arancia filtrato
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
80 gr di burro morbido
1 cucchiaio di cointreau
1 o 2 cucchiai di latte
gocce di cioccolato


Preparazione

Montate con le fruste il burro ammorbidito, fino a renderlo spumoso. Aggiungete le uova, una alla volta, assicurandovi di unire il secondo sono quando il primo è stato amalgamato. Setacciate il preparato e il cacao e uniteli al composto di burro, alternandoli col succo d'arancia. Amalgamate bene il tutto e unite qualche cucchiaio di latte, se necessario.
Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata e cospargetene la superficie di gocce di cioccolato.
Infornate a 180° per circa 25 minuti.



sabato 19 febbraio 2011

Risveglio dal letargo

Ci ha beccato. Lo sapevo. Sapevo che era lì, dietro l'angolo e che prima o poi avrebbe fatto una visitina anche a noi. Era stata da tutti nostri amici, vuoi che non si trovasse a passare anche da casa nostra?
No, non parlo di un'amica rompiscatole, ma dell'influenza, di quel miscuglio di sintomi capaci di renderti uno zombie per giorni, tra spossatezza, nausea, mal di testa, mal di pancia, mal di tutto e, che è peggio, senza alcuna voglia di cucinare né di mangiare...
Ci pensate? E' da un mese che non preparo un dolce!! :-/ Beh, per me è davvero strano, vuol dire che sono stata proprio male...
Le ultime cene sono state a base di sandwich e insalate...il massimo dello spadellamento è stato grigliare le zucchine!

Ad ogni modo, stamattina mi sono alzata e fuori c'era un sole meraviglioso e...non lo so, ma come se mi fossi svegliata da un piccolo letargo, mi è tornata la voglia di cucinare.
La ricettina che vi propongo oggi, però, risale a prima della catalessi: cacao e nocciole. Devo aggiungere altro? E poi, hanno un nome così chic! :)  Provateli!



 FRIAND AL CIOCCOLATO E NOCCIOLE



Ingredienti per 12 dolcini

200 gr di nocciole
185 gr di burro
6 albumi
155 gr di farina 00
30 gr di cacao amaro
250 gr di zucchero a velo

Preparazione

Ungete e infarinate degli stampini da muffins.
Tostate le nocciole su una teglia per 8-10 minuti in forno a 180°, facendo attenzione a non bruciarle. Sfregate le nocciole in un canovaccio pulito per rimuovere le pellicine.
Una volta raffreddate, mettetele in un mixer e tritatele finemente. (il mio mixer non parla bene italiano e forse non conosce l'avverbio "finemente", quindi le ha tritate un po' più grosse. Però così si sentivano sotto i denti e hanno dato una nota di croccantezza in più)
Fate sciogliere il burro in un pentolino o al microonde e fatelo intiepidire.
Montate leggermente gli albumi fino a renderli schiumosi, ma non sodi.
Setacciate la farina, il cacao e lo zucchero a velo in un recipiente, quindi incorporate le nocciole tritate. Fate una fontana al centro e unite gli albumi e il burro fuso: mescolate bene per amalgamare.
Distribuite il composto negli stampini, riempiendoli per 3/4.
Cuocete per circa 20 minuti, devono essere cotti, ma l'interno deve rimanere un pochino umido.
Fate raffreddare i friand e spolverateli con lo zucchero a velo.



giovedì 10 febbraio 2011

Pan brioche al cioccolato con mdp

Gli incontri di gruppo alla Asl sono iniziati e devo ammettere che è un'esperienza davvero arricchente. Siamo in tanti, 14 coppie, poche come noi hanno già consegnato i documenti al Tribunale, le altre stanno seguendo il corso pre-adozione per conoscere un po' la realtà e poi capire se è la loro strada oppure no. Osservavo, l'altro giorno, una ad una le persone che in cerchio ascoltavano la testimonianza di una donna che ha adottato due gemelli brasiliani e pensavo a come siamo diversi l'uno dall'altro: c'è la coppia più o meno della nostra età, che ad ogni appuntamento sente rafforzarsi la volontà di diventare genitori; quella di mezza età (tra i 45 e i 50 anni, che è poi la maggioranza), che sta tentando entrambe le strade -quella medica e quella adottiva- ed ha tanti dubbi, come noi e tante domande; quella di età più adulta, 60 anni, che forse dovrebbe un attimo rivedere la sua posizione, visto che giudica l'adozione "una rapina" e "un ingarbuglio di pratiche giuridiche", nonché "un magnamagna" e che due giorni fa alla signora di cui sopra -che raccontava di come siano stati difficili i primi giorni con i due gemellini e di come uno dei due si ribellasse alla sua presenza, anche violentemente, perché scottato da un passato di solitudine e botte- ha osato dire: "Ma due bei ceffoni, no? Noi adulti siamo sempre troppo buoni con i bambini, per questo crescono maleducati! La signora non dovrebbe farsi mettere i piedi in testa da due bambini piccoli!"
...ecco, gentile signore, io capisco che forse anche lei ha sofferto nella vita e che magari nel suo dolore si è chiuso all'amore e alla bellezza e ora non vede che un futuro triste e nero...però se proprio non ce la fa a tenersi certe ca...te, la prossima volta esca dalla stanza, si cerchi un angolino solitario e sbatta la testa sul muro finché queste idee non sono uscite...chiaro??
Scusate, ma lo dovevo dire. Credo che prima di fare figli uno dovrebbe interrogarsi un po' su chi si è davvero e cosa si è disposti a dare, più che a prendere.

Anyway...A parte questi personaggi strani, stiamo imparando tante cose. Step by step. Il cammino continua :)

Ma, poiché gli incontri sono piuttosto lunghi, dopo 3 ore mi viene sempre fame e sogno una bella fetta di pane e nutella...pane soffice, strabordante crema alla nocciola e tanto taaaaanto confortante!!

Come questo pan brioche, che ormai faccio da anni e di cui mi sono innamorata al primo istante ;>  Di solito lo faccio bianco, ma questa volta ho voluto sostituire una piccola parte di farina con del cacao amaro. Quindi, se non vi piace il gusto del cacao, fate il contrario.


PAN BRIOCHE AL CIOCCOLATO





Ingredienti per un panetto da 750 gr

200 gr di farina manitoba
160 gr di farina 00
40 gr di cacao amaro
80 gr di zucchero (se vi sembra poco, vista la presenza del cacao amaro, aumentate a 100 gr)
1 uovo + 1 tuorlo
100 gr di burro fuso tiepido
140 ml di latte
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito in polvere Mastro Fornaio
la buccia grattugiata di 1 arancia o di 1 limone
1 bustina di vanillina o 1/2 bacca di vaniglia


Inserite nel cestello della macchina del pane il latte, il pizzico di sale, l'uovo intero e il tuorlo leggermente sbattuti, il burro fuso (non bollente), la buccia grattugiata dell'arancia, la bustina di vanillina o i semini di vaniglia.
Versate sui liquidi le due farine, il cacao e infine lo zucchero, cercando di coprire del tutto gli ingredienti sottostanti.
Fate una fossettina al centro, ma senza arrivare al liquido, e mettete il lievito.
Posizionate la macchina sul programma pane francese -crosta media- 750 gr di peso.
Avviate il programma e al termine della cottura aspettate qualche minuto prima di estrarre il pan brioche dal cestello.
Poi fatelo raffreddare completamente, tagliatelo a fette e spalmatelo generosamente di crema al cioccolato... :D :D 



lunedì 7 febbraio 2011

Torta di patate alla piacentina



Una torta salata davvero speciale. Gustosissima, il battuto di aglio e prezzemolo la rende molto particolare, profumata e si presta benissimo a un piatto unico, magari accompagnata da una bella insalatina fresca (che, come dice il maritone, "sgrassa" :>).
Io ho sostituito il lardo previsto dalla ricetta con dello speck in una sola fetta, che ci era stato regalato da un amico. Nel cambio secondo me non ci ha perso, lo speck era perfetto!

Vi scrivo la ricetta...


TORTA DI PATATE ALLA PIACENTINA
tratta, con qualche variazione, dal Sale&Pepe di Febbraio






Ingredienti per 6/8 persone

1,5 kg di patate a buccia rossa
3 uova
100 gr di grana grattugiato (ne ho messo un po' meno, perché mi sembrava eccessivo)
50 di pecorino grattugiato
2 scalogni, 1 porro (io ho usato 1 cipolla al posto di entrambi)
200 gr di lardo o di speck in una sola fetta
olio extra vergine di oliva
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
noce moscata


Per la base di pasta*:

150 gr di farina
1 pizzico di zucchero
1 cucchiaino di sale
50 ml di latte 
50 ml di acqua


Preparazione

Lavate le patate e lessatele (io le ho lessate e schiacciate il giorno prima, per velocizzare i tempi).
Affettate porro e scalogni e stufateli per 8-10 minuti con 2 cucchiai di olio.
Sbucciate l'aglio, eliminate l'anima e tritatelo insieme al prezzemolo e allo speck tagliato a cubetti piccoli, fino ad ottenere una specie di pesto.
Sbucciate le patate e passatele allo schiacciapatate, aggiungete il porro e gli scalogni, 2 uova sbattute con poco sale, il grana, il pecorino, una grattatina di noce moscata e il lardo col suo battuto (o lo speck).

Impastate la farina con il latte, l'acqua lo zucchero e il sale.
Lavorate il composto, tiratelo in una sfoglia sottile e rivestite l'interno di uno stampo rotondo di 22-24 cm**.
Riempite con il composto, spennellate con l'uovo rimasto sbattuto.
Disegnate una grata con la forchetta e infornate a 180 per circa 50-55 minuti.





Sfornate, fate intiepidire e...gustatela!






Note

*ho trovato la pasta un po' "scialba", per una farcitura così saporita e inoltre era troppo morbida. La prossima volta credo opterò per una classica pasta brisée, un po' di croccantezza ci sarebbe stata bene. ...però ovviamente sono solo gusti!

**secondo me lo stampo di 22 cm è davvero troppo piccolo, per quella quantità di composto. Io ne ho usato uno di 26 cm e forse sarebbe andato bene anche uno di 28; magari sarebbe venuta solo un pochino più bassa.

venerdì 4 febbraio 2011

Riso all'orientale con pollo e curry

Sono un paio di settimane che mi sembra di girare come una trottola impazzita, arrivo a sera che ho fatto tante cose, ma con la sensazione di non aver comunque fatto tutto... 
Ho stanchezza e sonno che si sono accumulati così bene, che ora mi sembra sia diventata una condizione cronica e praticamente dormo in piedi.

Certo, se mi arrivasse una bella febbriciattola, di quelle che ti costringono a letto e che ti danno diritto a coccole e attenzioni a go go, non sarebbe male...mi riprenderei le ore di sonno perse!! E invece siamo qui, belle arzille e in salute (per carità, non vorrei tirarmi la sfiga di una febbre da cavallo, che altro che coccole, poi ci vogliono le cosiddette "scolle in fronte": per i non addetti ai lavori, "pezze fredde")!
Ok, ciancio alle bande, come dice mio padre, vi lascio con una ricetta semplice e gustosa, con quel sapore speziato che a me piace tanto.

Buon relax a tutti!  :-/


RISO E POLLO AL CURRY
liberamente tratta dal "Sale&Pepe" di Maggio 2004



Ingredienti per 4 persone

200 gr di riso Basmati
200 gr di petto di pollo tagliato a cubetti
1 cucchiaio di sedano, carota e cipolla tritati (io ho usato un trito già pronto surgelato, sì, ho detto proprio "già pronto"...eh, lo so, ma è tanto comodo)
olio evo
1 scalogno
1 foglia di alloro (io non l'ho messa)
1 cucchiaio di brandy
1 cucchiaino di curry (ma secondo me ce ne vuole qualcuno in più)
prezzemolo tritato
sale

Preparazione

Tritate lo scalogno e fatelo appassire con un pochino d'olio e un po' d'acqua.
Unite il riso, poi il curry e coprite con circa 300 ml di acqua bollente salata.
Portate a ebollizione, coprite, cuocete per 10-12 minuti.
Intanto, mettete in una pentolina il brandy, l'alloro, le verdure tritate e un bicchiere d'acqua e portate a ebollizione.
Salate, unite il pollo, cuocetelo per circa 10 minuti e fatelo raffreddare nel brodo.
Qualche minuto prima che il riso sia pronto, unite il pollo con le sue verdurine e il prezzemolo tritato e fate insaporire.
Servite caldo.


giovedì 3 febbraio 2011

Un mondo senza maiali


Invitata da Norma a partecipare all'iniziativa "Liberiamoci del maiale!", all'inizio ero un po' scettica. Ma non perché provi una qualche simpatia per Mr. B o perché pensi che quello che sta succedendo non sia degno di nota, ma solo perché credo che ci stiamo concentrando troppo su questo personaggio viscido sì, ma non più di tanti altri. Finora di maiali ne ho visti davvero tanti, troppi, in particolare la loro presenza è quasi di rito nelle alte sfere del nostro fantastico Governo e Mr. B è solo uno dei tanti, che però, per convenienza politica, è finito proprio adesso nel centro del mirino, mettendo in ombra gli altri maiali a cui forse sembra stiamo facendo il callo...
Poi oggi mi è arrivata un'email di un amico, con allegata una lettera bellissima, di una suora dell'ordine delle Orsoline operante nella mia città, che aiuta soprattutto le ragazze madri costrette a prostituirsi e a vivere una vita di miseria, e non intendo solo miseria economica. La lettera mi ha toccato molto, perché dice le cose come stanno, senza frasi melense o ricerca di assenso, solo un grido di protesta verso tutti quei maiali che con le loro bocche sozze e i grugniti ripugnanti, violano e umiliano il nostro essere donne.

Niente ricetta (tra l'altro io adoro il maiale...cucinato e mi dispiacerebbe davvero associarlo ad altro tipo di bestie ben più disgustose), voglio solo proporvi la lettera di suor Rita e unire il mio, il nostro grido al suo: dove sono gli uomini, dove sono i maschi?



<<Lettera aperta 27gennaio2011

Festa di Sant’Angela Merici


“Se verrete a conoscere chiaramente
che sono in. pericolo la salvezza e l’onestà delle figlio/e,
non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno, se non potrete provvedere voi, ricorrete alle madri principali e, senza riguardo alcuno, siate insistenti, anche importune e fastidiose”(S.Angela Merici).


Da anni, insieme a tre mie consorelle (suore Orsoline del S. Cuore di Maria), sono impegnata in un territorio a dire di molti ‘senza speranza’. Un territorio sempre più in ginocchio per il suo grave degrado ambientale, sociale e culturale, dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale, perpetrato a danno di tante giovani donne migranti, è assai presente con i suoi segni di violenza e di vera schiavitù.
Come donna, come consacrata, provocata dal Vangelo di Gesù che parla di liberazione e di speranza, insieme alle mie consorelle, ho scelto di ‘farmi presenza amica’ accanto a queste giovani donne straniere, spesso minorenni, per offrire loro il vino della speranza, il pane della vita e il profumo della dignità.
Oggi, osservando il volto di Susan chinarsi e illuminarsi nel volto del suo piccolo Francis, scelto e accolto con amore, ripensando alla sua storia, una tra le tante storie accolte, la quale ancora bambina (16 anni) si è trovata sulle nostre strade come merce da comprare, da violare e da usare da parte di tanti uomini italiani, sono stata assalita da un sentimento di profonda vergogna, ma anche di rabbia.
Ho sentito il bisogno, come donna, come consacrata e come cittadina italiana, di chiedere perdono a Susan per l’indecoroso spettacolo a cui tutti, in questi giorni, stiamo assistendo. E non solo a Susan, ma anche alle tante donne che hanno trovato aiuto e liberazione e alle tante, troppe donne, ancora schiave sulle nostre strade. Ma anche ai numerosi volontari e ai tanti giovani che insieme a noi religiose credono nel valore della persone, in particolare della donna, riconosciuta e rispettata nella sua dignità e libertà.
Sono sconcertata nell’assistere come da ‘ville’ del potere alcuni rappresentanti del governo, eletti per cercare e fare unicamente il bene per il nostro Paese, soprattutto in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l’immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere in maniera così sfacciata e arrogante che riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento.

Di fronte a tale e tanto spettacolo l’indignazione è grande!
Come non andare con la mente all’immagine di un altro ‘palazzo’ del potere dove circa 2000 anni fa al potente di turno, incarnato nel re Erode, il Battista gridò con tutta la sua voce: “non ti è lecito, non ti è lecito!”
Anch’io oggi, anche a nome di Susan, sento di alzare la mia voce e dire ai nostri potenti, agli Erodi di turno, non ti è lecito! Non ti è lecito offendere e umiliare la ‘bellezza’ della donna; non ti è lecito trasformare le relazioni in merce di scambio guidate da interessi e denaro; e soprattutto oggi non ti è lecito soffocare il cammino dei giovani nei loro desideri di autenticità, di bellezza, di trasparenza, di onestà; tutto questo è il tradimento del Vangelo, della vita e della speranza!
Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione.
E allora grazie a te Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà.

Sr. Rita e sorelle comunità Rut