"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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giovedì 28 luglio 2011

Sono nata a S.Anna. E non è colpa mia.


Questo è stato il dolce che ho scelto per il mio compleanno.
Un compleanno tranquillo, senza grandi desideri, con tanta voglia di stare con i "pochi ma buoni" che grazie a Dio sono nella mia vita. 

Amo il babà, così elegante, sontuoso, inaspettatamente morbido, con quel profumo delizioso di rum e il gusto rotondo, pieno e dolce senza essere stucchevole...Questo babà -farcito con crema pasticciera al limone e panna e accompagnato da frutta sciroppata- lo voglio dedicare a chi, come me, sta facendo un percorso di riscoperta di sé e ha bisogno di "fare la guerra, per poter fare la pace" (e tu, amica cara -lo so che stai leggendo :>- sai cosa voglio dire...); a chi nutre la speranza di diventare una Donna Albero (scusa, Polepole, se ho preso in prestito il tuo post, ma quando ti leggo mi sembra di guardare la parte più nascosta di me e tu spesso le dai voce) e di essere luce visibile e punto di approdo per gli altri; a chi deve fare i conti con le proprie Costellazioni familiari e non sempre poi scopre che è felice di quello che vede e cerca di operare il giusto distacco. Lo dedico a me. E alle dicotomie della mia vita. E a chi pensa che il mio compleanno sia capitato nel giorno sbagliato e ancora oggi mi chiama solo per caso, che poi "non mi ricordo mai, perché sai, è S.Anna e chi ci pensa che è anche il tuo giorno...del resto, se me ne ricordo è proprio perché è S.Anna, mica perché sei nata tu" (e hai anche il coraggio di dirlo, ma almeno stai zitto, che fai più bella figura)*
E anche ai desideri, e ai grilli, e alle porte chiuse, e alla volontà di crescere.

Tanti auguri a me (e S.Anna non se la prenderà ):>



p.s. la ricetta del babà è quella dei babà piccoli e la trovate qui. Lo stampo era di 32 cm.

*per chi non lo sapesse (e perché mai dovrebbe saperlo, poi) S.Anna è la santa patrona della mia città e qui in quel giorno è festa grande o almeno lo era quando io ero piccola. Se ci aggiungiamo il fatto che molte donne della mia famiglia -prima fra tutte la nonna materna- si chiamano Anna e che qui al sud l'onomastico è molto sentito...va beh. Che ve lo dico a fa'.

lunedì 25 luglio 2011

Le mani in pasta: il troccolaturo e i troccoli fatti in casa


Da un bellissimo weekend a Potenza, tra passeggiate nel favoloso bosco di Monticchio, visite alla suggestiva Badia di S.Michele e la vista dall'alto dei due Laghi, non potevo non portare a casa nessun ricordo (escludendo ovviamente la compagnia di amici belli quanto i paesaggi della Lucania :>).

E quando ho visto questo


su una bancarella sulla strada per la Badia, ho deciso che doveva assolutamente essere mio! E' uno speciale mattarello per la pasta, con una particolare trafilatura per la preparazione dei troccoli fatti in casa. I troccoli sono un formato di pasta tipico di quelle zone, simile un po' agli spaghetti alla chitarra e io era da un po' che volevo provarli...
Fare la sfoglia in casa mi diverte tantissimo, adoro poter mangiare un bel piatto di pasta sapendo che l'ho preparata io, solo con un po' di farina, acqua e lavoro di mani! Se ci fosse il tempo, lo farei ogni domenica, come mia madre quando ero piccola: in quei piatti c'era tutto il sapore del dono.
Noi li abbiamo mangiati con i frutti di mare, ma credo proprio che con questi spaghettoni deliziosi qualunque sugo sarebbe stato buonissimo...


TROCCOLI CASERECCI

Omaggio a Potenza..
..e a Mariagrazia, piccola e forte amica potentina, nonché nostro impeccabile Cicerone :)

Ingredienti per 3 persone
(se siete di più, calcolate 100 gr di farina a testa e circa la metà di acqua)

300 gr di semola di grano duro
(io ho usato questa della Molino Chiavazza)
150-180 gr di acqua 
1 pizzico di sale
1 cucchiaio raso di olio

Preparazione

Fate la fontana con la farina, aggiungete il sale e l'olio e cominciate a versare a poco a poco l'acqua, impastando. Non mettetela tutta subito, perché la quantità dipende anche da quanta ne assorbe la vostra farina, quindi ve ne renderete conto mentre impastate.
Quando avrete ottenuto un impasto morbido e sodo (ma non troppo umido, altrimenti la pasta si ammollerà in cottura..), lavoratelo un po' sulla spianatoia, fino a renderlo liscio ed omogeneo. Mettetelo in una ciotola, coprite e lasciatelo riposare per una mezzoretta.
Trascorso questo tempo, riprendetelo, spianatelo col matterello liscio sul piano ben infarinato e tagliatelo in grossi rettangoli


Spolverate la sfoglia ancora di farina e infarinate anche il "troccolaturo".
Passatelo sulle singole sfoglie, premendo bene per inciderle



Una volta formati i troccoli, viene la parte più noiosa...Dovrete infatti separarli delicatamente uno ad uno, mettendoli su una parte sempre infarinata della spianatoia, cercando di non ammassarli troppo


...e queste sono le bellissime mani di mio padre, che mi aiutava a separare i troccoli sulla spianatoia... :)


Lasciateli riposare per 10-15 minuti e intanto mettete a bollire l'acqua per la cottura, aggiungendovi anche un cucchiaio di olio, che aiuterà a non farli incollare.


Conditeli come più vi aggrada...



Buon appetito!!

giovedì 21 luglio 2011

Chi sono io? Il saltimbanco dell'anima mia

 

 Non è facile rientrare in se stessi e ritrovarsi. Non lo è mai. Nel tempo i dolori e quelle che sembrano "contingenze" ti costringono a virare e cambiare rotta, a imparare altre lingue e altri linguaggi, a mutare pelle come i serpenti, ad adattarti alle situazioni e alle persone per paura di sbagliare e far soffrire. ...e così ad un certo punto ti trovi a chiederti chi sei. E cosa vuoi davvero. E guardarsi indietro e ricucire gli strappi e con lucidità e forza ricominciare daccapo, proprio dal punto in cui la stoffa si è strappata, non è per niente automatico.
C'è un momento della vita in cui crediamo che per vivere sereni sia necessario mortificare le nostre pulsioni più profonde, se vediamo che queste creano problemi agli altri, e diciamo a noi stessi che è giusto così, che va bene così, che noi siamo brave persone e le brave persone mettono da parte se stessi per il bene comune, per il bene di quelli che amano...ci si abitua talmente bene ad essere invisibili, per non dare noia, per agevolare le situazioni, per creare il minimo ingombro possibile, che alla fine smetti di esistere anche per te; la tua "invisibilità" diventa un dato di fatto, una cosa normale, per cui non ti guardi neanche più allo specchio e ti chiedi come stai, cosa ti fa stare male o bene e cosa desidereresti sul serio. Ti sei modellato con tale abilità al dolore degli altri, che ora ti chiedi quale sia la tua forma reale. "Essere te stessa"...ma cosa vuol dire essere me stessa? Soprattutto...chi è me stessa? Ritrovarsi dal bivio in cui ci si è persi è un cammino impervio e a tratti fa male. Fa male davvero. Ma sono certa che ne valga la pena.

Non ho dubbi su chi sono, invece, quando sto vicino alla cucina...E' l'unico momento in cui so dove vorrei essere ed è proprio lì, nell'hic et nunc, nell'istante creativo e nella forza creatrice del lievito, nei profumi che si sprigionano dalle padelle, nel pizzicore mistico delle spezie, nel sapore dolce di una magia che prende forma...e io ci sono. Sono lì. E non vorrei essere da nessun'altra parte e non vorrei essere nessun altro... Perché una volta per tutte sono nell'istante che ho scelto io, da sola.




BABÀ ALLO STREGA


Ingredienti
per 13 babà singoli o un babà grande

Per la pasta

350 gr di farina manitoba
25 gr di lievito di birra
(o 1 bustina di ldb in polvere Mastrofornaio)
100 gr di burro
3 uova
50 gr di zucchero
150 ml di latte tiepido
1 pizzico di sale
[la buccia grattugiata di 1 limone]*
[1 bustina di vanillina]*


*non sono indispensabili, perché la bagna li sostituisce, io li metto perché mi piace avere l'impasto più profumato

Procedimento

Sciogliete il lievito nel latte tiepido e fondete il burro.
Inserite in una ciotola (o nell'impastatrice) la farina, lo zucchero, le uova, il pizzico di sale (stando attenti che non tocchi il lievito), il burro e infine il sale. 
(io avendo il Kenwood ho invertito l'ordine degli ingredienti : ho messo i liquidi col sale e le uova sotto e poi la farina, lo zucchero e il lievito secco sopra, ho fatto andare l'impastatrice e piano piano ho aggiunto il burro)
Impastate bene, sbattendo con le mani, fino ad ottenere un impasto molto morbido, che si stacca dalle pareti della ciotola. Coprite e fate lievitare per 1 ora.
Sgonfiate l'impasto e reimpastatelo un pochino, poi lasciatelo lievitare ancora per 1 ora (io 20 minuti) **.
A questo punto riprendete l'impasto, sgonfiatelo (sarà morbidissimo e piuttosto ingestibile da manipolare) e riempite come me degli stampini da babà, imburrati e infarinati (ne verranno circa 13 o 14, a seconda di quanto li riempite, l'ideale sarebbe riempirli per non più della metà) oppure uno stampo unico col buco di 30-32 cm di diametro.



Fate lievitare fino a che l'impasto ha superato di poco il bordo (a me ci sono voluti circa 30-35 minuti, ma ci potrebbe volere anche qualche ora...) e infornate in forno già caldo a 180° per circa 20-25 minuti (anche qui il tempo varia da forno a forno, il babà grande forse potrebbe metterci di più)


Quando saranno pronti (fate la prova stecchino), lasciate asciugare a forno spento per 5-10 minuti.



Metteteli a raffreddare su una gratella e intanto preparate la bagna.

Per la bagna

1 l di acqua
la buccia di due limoni
550 gr di zucchero
300 ml di liquore Strega
(o rum, se volete farli tradizionali)

Se fate un babà unico, dimezzate le dosi della bagna.

Mettete a bollire tutti gli ingredienti -tranne lo Strega- per qualche minuto, poi spegnete e aggiungete il liquore.
Piccolo consiglio: se i babà sono freddi, usate la bagna calda, viceversa se sono caldi i babà usate la bagna fredda.

Immergete i babà nella bagna per qualche minuto, rigirandoli in modi da farla assorbire in modo omogeneo e metteteli a scolare su una grata con un recipiente sotto, in modo da poter riutilizzare la bagna in eccesso, fino a che i babà non saranno perfettamente inzuppati dello sciroppo.



 Tagliate i babà a metà, senza arrivare in fondo col coltello e farciteli con panna e frutta, a piacere oppure lasciateli anche così, nature.



Se volete ottenere l'effetto lucido classico della pasticceria, spennellateli con gelatina di albicocche, prima di servirli (anzi, se mi dite dove la trovate, la compro anch'io ;D ).




**la prima volta che ho fatto questa ricetta era autunno e faceva freddo, quindi ho rispettato quasi del tutto i tempi di lievitazione. Stavolta invece, con 30° fuori, l'impasto è lievitato prestissimo, soprattutto negli stampini, se non li infornavo presto esplodevano! Quindi il mio consiglio è di tenere presenti le indicazioni della ricetta, ma ovviamente guardare anche le condizioni del tempo, oppure dimezzare la quantità di lievito.





venerdì 15 luglio 2011

Living pages


Quando ero adolescente e arrivava l'estate, il momento che più adoravo era quello del dopopranzo -quello che dalle mie parti viene chiamato "controra" e che coincide con quelle poche ore che separano dal pieno pomeriggio, in pratica il momento del classico "abbiocco post-prandiale", un po' come la siesta messicana...-
A quell'ora mia madre (che era una maestra e quindi a luglio stava a casa) e mio padre (che faceva i turni) andavano a riposare e tutto intorno c'era solo silenzio. Non si poteva accendere la radio -perché le persone magari riposavano- e si parlava a voce moderata per non dare fastidio; il telefono non squillava quasi mai, almeno non fino alle 4, e io potevo immergermi nel mio mondo a qualche metro da terra...Il terrazzo della sala o il tappeto del salotto erano il mio regno indisturbato e gli unici amici a farmi compagnia erano i miei libri. Per me estate e vacanza facevano rima con libri. Ne divoravo, in tre mesi, più di quanti riuscissi a leggerne in un anno! Che meraviglia...esistevo solo io e i personaggi delle mie letture che magicamente prendevano forma e mi riempivano le ore di storie emozionanti e avventurose e immagini affascinanti, lontane, esotiche...Jules Verne, Salgari, Verga, Stevenson, Michael Ende...hanno popolato i miei sogni di ragazzina e reso la tipica solitudine inquieta degli adolescenti un po' meno sola e un po' meno inquieta.
Non so come avrei fatto senza i libri. La sete di conoscere altre storie, incontrare nuovi volti, la curiosità di imparare parole insolite, viaggiare in mondi diversi dal mio, ha nutrito i miei sogni. E non smette di farlo.
Un libro è un dono che facciamo a noi stessi, è un incontro inatteso, che non sai mai in che modo riuscirà a sorprenderti. Ed è per questo che non accetto l'idea di leggere i libri su internet -com'è che si chiamano? E-books?- perché per me leggere è creare un rapporto con l'oggetto delle mie letture, intrecciare una sorta di relazione: la copertina, la carta, le pagine fitte di parole, l'incipit del romanzo...tutto mi dice se un libro mi piacerà e se io piacerò a lui. E se è così so già per certo che per qualche giorno, mese o ora (dipende da quanto mi prende lo scritto e lo scrittore) vivremo una bellissima storia d'amore.

...e ora scusatemi, ma devo iniziare il mio nuovo libro :)


Vi lascio in compagnia della nostra cenetta light di ieri sera.Noi l'abbiamo gustata davanti a un episodio della nostra serie preferita, ma a pensarci è perfetta anche insieme a un bel romanzo...



GAZPACHO CON VERDURINE CROCCANTI
liberamente tratta dal numero di Sale&Pepe di Giugno 2011
 
Ingredienti per 4 persone
...sì, ok, noi eravamo in due...non fate i pignoli, però...

5 pomodori perini ben maturi
2 fette di pancarré
1/2 cipollotto bianco o rosso
aceto di vino bianco -io di mele
menta
olio extravergine di oliva
sale e pepe

verdure crude, tra carote, finocchi e sedano


Tuffate i pomodori in acqua bollente per 30 secondi, scolateli, immergeteli in acqua ghiacciata, sbucciateli, spezzettateli e metteteli nel frullatore (io ho usato quello a immersione).
Unite il cipollotto affettato e salato, le fette di pane private della crosta e bagnate con 3 cucchiai di aceto e 8 foglie di menta.
Frullate fino a ottenere una crema, regolate di sale e di aceto. 
Fate raffreddare bene il gazpacho, versatelo nei singoli bicchierini, pepatelo e copritelo con un velo d'olio.
Aggiungete in ogni bicchiere le verdurine tagliate a bastoncino e guarnite con un rametto di menta.





INVOLTINI DI MELANZANE AL BASILICO

Ingredienti

melanzane lunghe
qualche fettina di speck
formaggio a pasta filata
(tipo gouda, galbanone o ancora meglio feta)
foglie di basilico
Tagliate a fette non troppo spesse le melanzane, spennellatele leggermente con un pochino di olio e grigliatele.
Farcitele con un pezzetto di speck, di formaggio e un paio di foglioline di basilico, arrotolatele e fermatele con uno stuzzicadenti. Serviteli freddi con una spolverata di pepe.
 

lunedì 11 luglio 2011

Gratin di verdure estive

Voglia di verdure! Le adoro, mi piacciono tutte e in tutti i modi: alla griglia, bollite, fritte, stufate, in pastella...le verdure estive sono un tripudio di sapori e colori freschi e golosi. Ieri cercavo un contorno semplice, ma diverso dal solito e sfogliando un vecchio giornale ho trovato questo gratin profumatissimo, un ottimo modo per utilizzare e mangiare insieme un bel po' di verdure. Ovviamente, com'è mio solito, ho stravolto praticamente la ricetta, perché avevo proporzioni diverse tra melanzane, zucchine e peperoni...Quindi in effetti credo che avendo l'idea come base, si possano tranquillamente variare ortaggi e dosi, come fantasia e frigo vi suggeriscono.

Il sapore fresco e aromatico del basilico, unito al profumo dell'aglio a filetti danno a questo gratin un tocco speciale.



GRATIN DI VERDURE
liberamente ispirato da "Cucina Moderna -Serie Oro- del 2007




Ingredienti per 4 persone

1/2 kg di melanzane lunghe
2 peperoni grandi (circa 400 gr)
1 zucchina grande
 2 pomodori perini
2 spicchi d'aglio
1 bel mazzetto di basilico
3 cucchiai di pangrattato
olio extravergine di oliva
sale e pepe


Preparazione
Spuntate le melanzane, affettatele nel senso della lunghezza e grigliatele sulla piastra.
Fate lo stesso con i peperoni e la zucchina (i peperoni tagliateli a falde grandi).
Tagliate gli agli a fettine sottili.
Ungete di olio il fondo di una pirofila, sistematevi un primo strato di peperoni e cospargeteli con basilico tritato, qualche fettina di aglio, sale, pepe e un filo d'olio.
Procedete con uno strato di melanzane, zucchine e pomodori, alternandoli con olio e aromi. Continuate a strati fino ad esaurire gli ingredienti.
Coprite con un foglio di alluminio e infornate a 180° per circa 25-30 minuti.
Eliminate l'alluminio, spolverizzate le verdure con il pangrattato mescolato con ancora un po' di basilico e gratinatele sotto il grill per pochi minuti.



sabato 9 luglio 2011

Anguria on the rocks


Sono diventati la mia pausa rinfrescante di questi pomeriggi infuocati. Non riesco più nemmeno a pranzare, per il troppo caldo (che dicono dovrebbe di nuovo allontanarsi per lasciare il posto a un'altra ondata di fresco...speriamo!)...Ai ghiaccioli. però, non riesco a rinunciare. Soprattutto se sono fatti in casa e sanno solo di acqua, zucchero e polpa di frutta.
Sono semplicissimi e all'anguria sono anche un ottimo dissetante.

Presto proverò altre varianti...suggerimenti?


 GHIACCIOLI ALL'ANGURIA


Ingredienti
(con queste dosi a me sono venuti 4 ghiaccioli normali -avevo solo 4 formine- più credo 6 granitine messe nei bicchierini di plastica da caffé)

400 gr di polpa d'anguria
100 gr di zucchero
il succo di 1 limone
gocce di cioccolato (io non le ho messe)


Preparazione
Mettete lo zucchero in un pentolino e fatelo sciogliere a fuoco basso insieme al succo del limone e a 500 ml di acqua. Lasciate raffreddare.
Tagliate l'anguria a pezzi, eliminate i nocciolini e frullatela nel mixer.
Aggiungetela allo sciroppo di zucchero e versate il composto negli stampini per ghiaccioli, distribuite in ognuno qualche goccia di cioccolato e mettete in freezer per 6 ore.



...refresh!!



lunedì 4 luglio 2011

In ritardo sul Clafoutis


Fino a poche settimane fa campeggiavano, su tutta la blogosfera, foto bellissime di deliziose ciliegie rosse, affondate in una crema morbida e profumata di vaniglia e limone...A guardarle non ho potuto fare a meno di pensare che sono anni che voglio provare un clafoutis, eppure ogni estate mi lascio sfuggire l'occasione e faccio scomparire le ultime ciliegie senza averlo assaggiato...
Questa volta però, sono stata più veloce della mia pigrizia. E anche se le ciliegie che avevo non erano proprio dolcissime, ho voluto infornare lo stesso il mio primo clafoutis! L'ho trovato un dolce dal sapore estremamente semplice, una crema delicata che avvolge un ricco ripieno di frutta, genuina e dolce quanto basta.
Al maritone -ovviamente, come per tutte le cose che a me piacciono un sacco- non ha entusiasmato e quindi dubito di poterlo rifare (speravo di provarlo con altri tipi di frutta), a meno di non mangiarmelo tutto io... :-/

In ogni caso, se trovate ancora al mercato o al super delle ciliegie tardive, il mio consiglio è di provarlo, perché secondo me merita!
Per la ricetta io mi sono ispirata al blog di Lucia, anche se ho apportato qualche piccola modifica e l'ho cotto un po' in più, sempre per via dei borbottii della mia metà, anzi, dei miei "3/4"... :D
 
 
CLAFOUTIS ALLE CILIEGIE 

Ingredienti per uno stampo di 26 cm

100 ml di latte
100 ml di panna fresca
100 gr di zucchero
3 uova
120 gr di farina
30 gr di burro fuso (facoltativi, io li ho messi)
500 gr di ciliegie
2 cucchiai di brandy
1 bustina di vanillina
la buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale

Sbattete a lungo le uova con lo zucchero, la vanillina e la buccia di limone fino ad avere un composto gonfio e spumoso, unite il burro fuso e continuate a mescolare.
Aggiungete il latte e la panna, il pizzico di sale, poi il brandy e infine la farina setacciata. Amalgamate bene.
Imburrate una teglia di 24/26 cm (io ho usato questa della Guardini) e disponetevi sul fondo le ciliegie denocciolate.
Versate la crema sulle ciliegie e infornate in forno caldo a 180° per circa 30-40 minuti (io l'ho lasciata in forno qualche minuto in più perché so che al maritozzo non piacciono le consistenze troppo morbide...che pazienza..)
Prima di infornarla io l'ho cosparsa di zucchero di canna, per darle un tocco più rustico.

Se volete, potete spolverarla di zucchero a velo, una volta raffreddata. Io l'ho preferita nature.
 

sabato 2 luglio 2011

Sempre e per sempre

In questo weekend tanti pensieri, sensazioni diverse, umore su e giù, voglia di qualcosa di indefinito, nostalgie non ben identificate...

Un post solo per augurarvi buon sabato e una bella domenica di relax. Vi lascio in compagnia di una canzone che è pura poesia e che, come sempre fa la poesia, traduce in parole i miei moti dell'anima.


venerdì 1 luglio 2011

"Sciurilli cakes" con ricotta e ciauscolo

Tempo di "sciurilli"! Deliziosi, profumati, con quel colore estivo che mette allegria solo a guardarli...
Tempo di primizie e di verdure fresche che stuzzicano la fantasia in cucina e regalano buonumore: la tavola dell'estate per me ha il sapore semplice e genuino della campagna. Se poi a questo sapore semplice accostiamo quello saporito e più corposo del ciauscolo marchigiano...il matrimonio è perfetto! ;)



SCIURILLI CAKES CON RICOTTA E CIAUSCOLO



Ingredienti per 4 tartellette

1 disco di pasta sfoglia già steso
60 gr di fiori di zucca + 4 fiori di zucca interi
1/2 kg di ricotta
5 fettine di ciauscolo
2 fette biscottate integrali (o comunque non dolci)
parmigiano grattugiato
sale e pepe


Preparazione

Foderate con la pasta sfoglia 4 stampini per tartellette o crostatine (io ho usato queste della Guardini), 
bucherellatene il fondo e sbriciolatevi le fette biscottate, eliminando la parte esterna più bruciacchiata.
Ponete in frigo.
Nel frattempo, pulite i fiori di zucca, eliminando il pistillo e lavandoli bene.
Tenete da parte i 4 più belli e grandi e tagliate a striscioline i rimanenti.
Metteteli in una padellina con un filo d'olio e fateli cuocere per pochi minuti; aggiungete un pizzico di sale e fate intiepidire.
Mescolate la ricotta con il parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, una bella spolverata di pepe, il ciauscolo tagliato a pezzetti e i fiori di zucca cotti.



Farcite con l'impasto le tartellette, decorate con i fiori di zucca interi e crudi che avete messo da parte e infornate a 180° per circa 20-30 minuti, fino a che saranno belle dorate.





Se vi avanza un po' di impasto, potete aggiungere un uovo  e farci degli sformatini mignon, come quelli che vedete nel piatto accanto alla tartelletta.