Non è facile rientrare in se stessi e ritrovarsi. Non lo è mai. Nel tempo i dolori e quelle che sembrano "contingenze" ti costringono a virare e cambiare rotta, a imparare altre lingue e altri linguaggi, a mutare pelle come i serpenti, ad adattarti alle situazioni e alle persone per paura di sbagliare e far soffrire. ...e così ad un certo punto ti trovi a chiederti chi sei. E cosa vuoi davvero. E guardarsi indietro e ricucire gli strappi e con lucidità e forza ricominciare daccapo, proprio dal punto in cui la stoffa si è strappata, non è per niente automatico.
C'è un momento della vita in cui crediamo che per vivere sereni sia necessario mortificare le nostre pulsioni più profonde, se vediamo che queste creano problemi agli altri, e diciamo a noi stessi che è giusto così, che va bene così, che noi siamo brave persone e le brave persone mettono da parte se stessi per il bene comune, per il bene di quelli che amano...ci si abitua talmente bene ad essere invisibili, per non dare noia, per agevolare le situazioni, per creare il minimo ingombro possibile, che alla fine smetti di esistere anche per te; la tua "invisibilità" diventa un dato di fatto, una cosa normale, per cui non ti guardi neanche più allo specchio e ti chiedi come stai, cosa ti fa stare male o bene e cosa desidereresti sul serio. Ti sei modellato con tale abilità al dolore degli altri, che ora ti chiedi quale sia la tua forma reale. "Essere te stessa"...ma cosa vuol dire essere me stessa? Soprattutto...chi è me stessa? Ritrovarsi dal bivio in cui ci si è persi è un cammino impervio e a tratti fa male. Fa male davvero. Ma sono certa che ne valga la pena.
Non ho dubbi su chi sono, invece, quando sto vicino alla cucina...E' l'unico momento in cui so dove vorrei essere ed è proprio lì, nell'hic et nunc, nell'istante creativo e nella forza creatrice del lievito, nei profumi che si sprigionano dalle padelle, nel pizzicore mistico delle spezie, nel sapore dolce di una magia che prende forma...e io ci sono. Sono lì. E non vorrei essere da nessun'altra parte e non vorrei essere nessun altro... Perché una volta per tutte sono nell'istante che ho scelto io, da sola.
BABÀ ALLO STREGA
Ingredienti
per 13 babà singoli o un babà grande
Per la pasta
350 gr di farina manitoba
25 gr di lievito di birra
(o 1 bustina di ldb in polvere Mastrofornaio)
100 gr di burro
3 uova
50 gr di zucchero
150 ml di latte tiepido
1 pizzico di sale
[la buccia grattugiata di 1 limone]*
[1 bustina di vanillina]*
*
non sono indispensabili, perché la bagna li sostituisce, io li metto perché mi piace avere l'impasto più profumato
Procedimento
Sciogliete il lievito nel latte tiepido e fondete il burro.
Inserite in una ciotola (o nell'impastatrice) la farina, lo zucchero, le uova, il pizzico di sale (stando attenti che non tocchi il lievito), il burro e infine il sale.
(io avendo il Kenwood ho invertito l'ordine degli ingredienti : ho messo i liquidi col sale e le uova sotto e poi la farina, lo zucchero e il lievito secco sopra, ho fatto andare l'impastatrice e piano piano ho aggiunto il burro)
Impastate bene, sbattendo con le mani, fino ad ottenere un impasto molto morbido, che si stacca dalle pareti della ciotola. Coprite e fate lievitare per 1 ora.
Sgonfiate l'impasto e reimpastatelo un pochino, poi lasciatelo lievitare ancora per 1 ora (io 20 minuti) **.
A questo punto riprendete l'impasto, sgonfiatelo (sarà morbidissimo e piuttosto ingestibile da manipolare) e riempite come me degli stampini da babà, imburrati e infarinati (ne verranno circa 13 o 14, a seconda di quanto li riempite, l'ideale sarebbe riempirli per non più della metà) oppure uno stampo unico col buco di 30-32 cm di diametro.
Fate lievitare fino a che l'impasto ha superato di poco il bordo (a me ci sono voluti circa 30-35 minuti, ma ci potrebbe volere anche qualche ora...) e infornate in forno già caldo a 180° per circa 20-25 minuti (anche qui il tempo varia da forno a forno, il babà grande forse potrebbe metterci di più)
Quando saranno pronti (fate la prova stecchino), lasciate asciugare a forno spento per 5-10 minuti.
Metteteli a raffreddare su una gratella e intanto preparate la bagna.
Per la bagna
1 l di acqua
la buccia di due limoni
550 gr di zucchero
300 ml di liquore Strega
(o rum, se volete farli tradizionali)
Se fate un babà unico, dimezzate le dosi della bagna.
Mettete a bollire tutti gli ingredienti -tranne lo Strega- per qualche minuto, poi spegnete e aggiungete il liquore.
Piccolo consiglio: se i babà sono freddi, usate la bagna calda, viceversa se sono caldi i babà usate la bagna fredda.
Immergete i babà nella bagna per qualche minuto, rigirandoli in modi da farla assorbire in modo omogeneo e metteteli a scolare su una grata con un recipiente sotto, in modo da poter riutilizzare la bagna in eccesso, fino a che i babà non saranno perfettamente inzuppati dello sciroppo.
Tagliate i babà a metà, senza arrivare in fondo col coltello e farciteli con panna e frutta, a piacere oppure lasciateli anche così, nature.
Se volete ottenere l'effetto lucido classico della pasticceria, spennellateli con gelatina di albicocche, prima di servirli (anzi, se mi dite dove la trovate, la compro anch'io ;D ).
**la prima volta che ho fatto questa ricetta era autunno e faceva freddo, quindi ho rispettato quasi del tutto i tempi di lievitazione. Stavolta invece, con 30° fuori, l'impasto è lievitato prestissimo, soprattutto negli stampini, se non li infornavo presto esplodevano! Quindi il mio consiglio è di tenere presenti le indicazioni della ricetta, ma ovviamente guardare anche le condizioni del tempo, oppure dimezzare la quantità di lievito.