"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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martedì 10 gennaio 2012

I dolci della memoria: le frittelle all'anice di nonna Anna

Mia nonna Anna era una donnina piccola e ossuta, dagli occhi profondi e acuti e la pelle liscia come quella di una ragazzina. Parlava poco, ma ricordo quasi tutte le cose che mi raccontava, del marito morto troppo presto, delle difficoltà di crescere da sola 5 figli, delle persone belle che aveva intorno e di quelle brutte, che avrebbero dovuto aiutarla e invece ne sfruttavano le abilità e la forza d'animo.
I suoi consigli sul matrimonio e su come tenere salda la coppia -saggezza di un tempo!-, la sua severità addolcita dalla premura che aveva per noi nipoti, il suo affetto costante e senza fronzoli e la sua fede, che permeava ogni cosa che faceva. 
Della sua casa ho dei ricordi meravigliosi, di un tempo che non tornerà più e la cui dolcezza forse non riuscirei ad evocare con le parole, ma più di tutto ho impresso nella mente il profumo che c'era sempre nella sua cucina: ad ogni ora del giorno lei o cuciva o cucinava! C'era sempre qualche pentola sul fuoco che bolliva, fumava, "pippiava"...da lei ho imparato a mangiare la zuppa di verza, il panino con la carne (che grondava olio, perché la saltava in padella...mamma mia, da quanto non lo mangio!!) e quel ragù che sobbolliva per ore...e il pane che di nascosto inzuppavamo dentro al sugo!! =D
I dolci non erano il suo forte, le uniche cose che preparava erano le zeppole di Natale e le frittelle all'anice, che le aveva insegnato sua madre. Quindi posso dire che queste frittelle deliziose, croccanti, dolci e dal forte profumo di anice hanno visto ben 4 generazioni di donne!!
A me piacciono un sacco, la ricetta è povera, che più povera non si può: acqua, farina, zucchero e l'"anisetta", liquore immancabile un tempo -dalle mie parti, almeno- sulla tavola della maggior parte delle persone.

...provatele! Così il giro delle generazioni si allungherà ;D


Per tante tante frittelle

500 gr di farina 00
500 gr di acqua
1 pugno di zucchero
1 bicchiere (di plastica) colmo di liquore all'anice
1 pizzico di sale

olio per frittura
zucchero semolato

Portate a bollore, in una pentola capiente, l'acqua, il pizzico di sale, lo zucchero e l'anice.
Appena bolle, buttateci d'un colpo tutta la farina e mescolate velocemente; togliete la pentola dal fuoco e continuate a mescolare finché l'impasto non si stacca dalle pareti della pentola (come per la pasta bigné). A quel punto, versate l'impasto sul tavolo e lavoratelo un po', fino a renderlo omogeneo. Potrebbe aiutare ungere il tavolo con un po' d'olio. Staccate dei pezzetti, formate dei filoncini piccoli e dategli la forma di tanti nodini.
Friggeteli in olio bollente, scolateli e appoggiateli su carta assorbente e, ancora caldi, passateli nello zucchero.
Reggono bene per qualche ora, se riuscite a farle durare...perché una tira l'altra!


Con questa ricetta della memoria, partecipo al Contest "C'era una volta...", di Pensieri e Pasticci in collaborazione con Dragonfly Shop



Colgo anche l'occasione di annunciarvi la pubblicazione, da parte di NERONERO.it del libro "Ricette al caffè":

NERONERO.it, in collaborazione con l'associazione Chefs Sans Frontières, è lieto di annunciare la pubblicazione del libro "Ricette al caffè", disponibile da oggi sul sito www.boopen.it.

Il libro contiene una raccolta di ricette che hanno come ingrediente principale il caffè. Si tratta di 50 delle originali ricette giunteci tramite l'omonimo concorso, e selezionate dalla nostra giuria di esperti tra le numerosissime soluzioni culinarie inviateci dai partecipanti.

Il ricavato della vendita andrà interamente all'associazione ONLUS Chefs Sans Frontières che si occupa di istruire ragazzi di strada di tutto il mondo al mestiere della ristorazione, offrendo loro così gratuitamente un'istruzione e un lavoro, senza nessuno scopo di lucro.

 Chiunque abbia partecipato come me all'iniziativa di un paio di anni fa che aveva come tema "La miglior ricetta a base di caffè", può diffondere e far conoscere la pubblicazione della raccolta!



19 commenti:

  1. Ma grazie!!!!!!!!
    Proprio hai colto in pieno lo spirito della raccolta...mi è piaciuta molto l'introduzione a proposito della tua nonna.
    Vado subito ad aggiornare il tutto!
    Buonissima serata

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  2. Ti chiederei se possibile di apporre il banner del contest a fianco...scusami, e ancora grazie!

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  3. I biscotti della nonna sono anche nei miei ricordi...che bontà...ciao.

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  4. @Simo: ...hai ragione, scusa!! E' che ho scritto in frettissima e mi è sfuggito! Ho provveduto ;D Baci!!

    @Max: Credo ce ne sia una ricetta in ogni famiglia e questa è la cosa più bella! :)

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  5. ho fatto bene ad aspettare...!! ^^
    ...anche la mia Nonna si chiamava "Anna", e anche lei ha perso suo marito giovanissima, ma le sue mani ruvide i suoi racconti e i suoi occhi piccoli piccoli, mi hanno rubato il cuore...!!!
    queste donne sono state la fortuna di noi giovani donne, e con fierezza possiamo nei momenti difficili guardare indietro e ritrovare quella forza e il coraggio di incontrare la vita..!!
    a volte nel più povero dei piatti ci sono gli ingredienti più nobili...

    tu sai che le proverò.. e si!! certo che le faròò.. :P

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  6. Cara Gabri :) quanto sei stata dolce, quanti ricordi... come ti capisco... e non voglio diventare malinconica, ecco. ^_^

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  7. Che bei ricordi...e che buone queste frittelline! da provare al più presto!

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  8. Ricetta portentosa perchè condita anche dal sapore dolcissimo del ricordo :)


    Buona giornata

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  9. Devono essere buonissime...si sa, le ricette delle nonne non si battono!
    Complimenti per il blog, comunque...
    Nuova lettrice!
    Carolina

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  10. Ma mi piacciono un sacco...adoro l'aroma dell'anice...le proverò...e ti farò sapere..

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    1. ...Pippiiii!!! Ho letto adesso....Augurissimi!!! Che notizia splendida!!! La tua è la ricetta migliore di tutte!!

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  11. che bontà!! devono essere profumatissime!! ;) a presto :)

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  12. Adoro l'anice in tutte le sue versioni, per un po' l'ho evitato come la peste perché ero stata male per la sambuca, però adesso mi è passata e questa me la segno.. coome liquore va bene sambuca o è meglio il pastis?..o cosa? in casa ho solo sciroppo all'anice e semi di anice, ma non credo sia uguale, vero?

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  13. Ohhh li vorrei assaggiare, sembrano buonissime;)

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  14. @ann@...: sono completamente d'accordo con te!! Provale presto (sono sicura che ne tirerai fuori una golosa versione gluten-free ;>)!! Un bacio!

    @Erica: :) :) :***

    @Claudia: meno male che ci sono i nonni ad addolcire i nostri ricordi!

    @Letiziando: ...vero! :)

    @Carolina: grazie mille, Carolina! A presto!

    @Pippi: anche a me piace molto, dà un aroma davvero particolare!

    @*Caro*:...lo erano! Durate pochissimo ;D

    @merendasinoira:scusaaaaaa.....ti rispondo in ritardissimo....No, meglio la sambuca dello sciroppo all'anice, secondo me! Però volendo puoi anche cambiare liquore...Non saranno più le frittelle della mia nonna, ma così diventeranno le tue ;p

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  15. dolcissimo post!!! pieno d'amore, ricordi...
    grazieeee!!!!!!

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  16. al posto dell'anice,si può usare un altro liquore?

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    1. Ma certo! L'anice (o anisetta) era il liquore più diffuso e accessibile, dove abitava mia nonna, ma niente impedisce di usarne un altro altrettanto aromatico e dolce!

      N.B. potresti firmarti, la prossima volta? Trovo i commenti anonimi non proprio carini...

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