"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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lunedì 12 marzo 2012

What was my first mistake?


Il dolore è come un viaggio senza meta, fatto di prima mattina, quando tutti dormono e il sole non è ancora alto nel cielo. Intorno a te le foglie sono bagnate di brina e la strada odora di terra e di notte appena trascorsa e tu sei solo, con davanti tutto il cammino da fare. E sei da solo. Sì, perché questo è un viaggio che non sempre può avere compagni, è un percorso che non piace quasi a nessuno, nemmeno a te, a dirla tutta...solo che la chiamata è tua e non puoi tirarti indietro. Gli altri no, gli altri si riservano il diritto di fare con te qualche passo e poi, con una scusa, restare indietro. Il tuo sorriso li rassicura che è tutto  a posto, che -dopotutto- non soffri così tanto. Così, in questo vagone vuoto, ci sei solo tu e il tuo dolore. E tutte le lacrime che sai che nessuno vedrà, che nessuno saprà, le parole più rabbiose e tristi e ciniche e senza speranza che nessuno vuole mai sentire, finalmente possono venir fuori e inondare tutto il treno, senza paura di sentirti stupida e blasfema o semplicemente patetica. A nessuno piace, il dolore degli altri. Quello che forse non pensiamo mai è che neanche agli altri piace il proprio dolore. Eppure, forse, chissà, magari no, ma forse se a qualche fermata, ogni tanto, la tua carrozza si riempisse di presenze, abbracci, sorrisi, sguardi e compassione -nel senso più vero di "patire-con, sentire-insieme all'altro"- magari quel viaggio sarebbe più leggero. Un pochino, non tanto, però quello che basta per sentire il cuore meno gonfio e sapere che si è meno soli.
Ma il dolore non piace a nessuno, nemmeno a noi.
A noi che viaggiamo e di quest'avventura non sappiamo raccontare quasi niente.
Non abbiamo parole, noi, né aggettivi né verbi appropriati, per dire le radici di questa morsa in cui abbiamo serrato il nostro sentire, così in profondità, ormai, che senza non sappiamo come si sta.
E quando cade la maschera, cadono i sorrisi, le frasi di circostanza e le rassicurazioni che è tutto ok...rimane solo pianto. Quello ha prenotato già tutti i posti del nostro vuoto vagone e si farà con noi ogni tappa del viaggio.

One leaf in the forest fell
One cry in the night
One life lived under branches
Where even the shadows are bright

She said "I will be there"

She said "alright"
The seasons they come and they go

Was thet my first mistake?

You see how my heart breaks
Was that my first mistake?
And I Have waited
I have waited for you
My mothers son
I long to sing
Without you I’m nothing

Forse ci siamo sfiorati in alto mare

Come imbarcazioni che passano nella notte
E non si salutano e non si conoscono

Ti ho aspettato quando credevo

Nell’inutilità della speranza
Quando mendicante ero carico di sogni

Ti ho aspettato pago di una completa sconfitta

Ti ho aspettato quando il sorriso
Era una smorfia sul mio viso

Was that my first mistake?… 


 

1 commento:

  1. Perchè ti adoro? Beh sai rendere poetico anche ciò che poetico non è. Grazie Gabry, grazie veramente perchè queste tue parole riflettono lo stato d'animo in cui mi trovo e non avrei saputo fare di meglio.

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