"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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martedì 22 maggio 2012

Sixteen years

Credo fortemente che alcuni amici ci vengano regalati dalla vita per "farci ridere". No, non ho detto "sorridere", avete letto bene, ho scritto proprio ridere. E arrivano -o tornano- nelle tue giornate, nel momento esatto in cui tu avevi bisogno precisamente di quello...di ridere. E il bello di questi amici è che come ridi con loro, non riesci a ridere con nessun altro, quasi foste stati creati a pennello per la stessa ironia, il medesimo sense of humour, l'uguale scatto isterico di risa per i giochi di parole, insomma...quell'amico con cui ti senti compreso e di conseguenza meno deficiente (perché deficienti insieme è più bello :>).

Questo piatto, nato per caso, in una di quelle giornate da regressione adolescenziale, che di ridere non smetteresti mai, è dedicato a lei. L'amica del ritorno, delle risate a risucchio, delle canzoni-che conosciamo-solo-noi, dei film-che vediamo-solo-noi, delle chattate post-prandiali, dello shopping compulsivo...La stessa donna dagli occhi boschivi, che sa alcuni segreti, sulla mia deficienza, che non dovrà mai sapere nessuno.



Ingredienti per 4 persone

200 ml di panna (io di soya)
1/2 limone, succo+buccia
olio
timo
sale e pepe
bavette o linguine

Cuocete le bavette in abbondante acqua salata e scolatele al dente (tenete da parte un po' di acqua di cottura).
In un tegame, fate scaldare un filo d'olio con la buccia di limone grattugiata, unite la panna, aggiustate di sale e aggiungetevi un po' alla volta il succo del limone, mescolando bene (dovrà diventare una crema).

Mantecate le bavette nella crema al limone (aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura, se ce ne fosse bisogno), unitevi delle foglioline di timo tritate e terminate con una spolverata di pepe.


Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina. (Patch Adams)

 

9 commenti:

  1. é proprio vero :)
    Bavette da...sbavo!

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    1. eheheh...ora che mi ci fai pensare, le devo rifare!

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  2. P.S.: a corollario della mia prolissa risposta al tuo commento sul mio blog ti volevo dire che ho provato il piatto in questione ed è buonissimo! Sai invece qual è il piatto che io associo ai pranzi improvvisati con le amiche? Penne lisce con condimento freddo composto da: tonno al naturale, yogurt magro (assolutamente senza alcun tipo di zucchero aggiunto) e prezzemolo (tritato non troppo finemente). La ricetta è molto terra terra, ma il risultato non è malaccio.

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    1. La tua risposta prolissa, come l'hai chiamata tu, è uno spaccato bellissimo della tua adolescenza, grazie per avermelo regalato! E per aver provato le mie bavette...
      Interessante, il tuo piatto, mi sembra freschissimo, da provare!

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  3. Ho saputo che ieri hai compiuto gli anni, auguri ritardati!

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Impronte sulla sabbia
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