"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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lunedì 24 dicembre 2012

And so this is Xmas


 ... Non nel chiasso dei negozi stracolmi, nel vociare asfittico dei centri commerciali; non nelle strade bloccate dal traffico; non nei gesti nervosi delle commesse che non ti lasciano quasi mai neanche un sorriso, nella corsa affannosa al regalo obbligato; neanche nella finzione anacronistica del "volemose bene, che è Natale"; non nei panettoni con e senza canditi e nelle delizie fritte e zuccherose o nei pacchetti infiocchettati e nelle luci sbrilluccicose... 

 Il mio Natale non è lì.
È migrato in un posto lontano, tra le scaglie bianche delle mie ossa, nello spazio sospeso in mezzo ai polmoni, su nei percorsi contorti delle mie sinapsi e giù giù tra le pieghe dell'intestino (che dicono sia un secondo cervello). Ripiegato su se stesso e nascosto al clamore della festa, lì sta il senso del mio Natale. 

E non è nostalgia o tristezza... ma solo consapevolezza che questo giorno si è spogliato di tutti i mille strati di cui l'avevo ricoperto ed è diventato per me solo la memoria di un Evento. Dell'Evento per eccellenza. Che mi chiede semplicemente di essere "guardato negli occhi" e amato con tutte le cellule del mio corpo.

Ed è con questa consapevolezza, che vi lascio i miei auguri, di un Natale vero davvero, di sorrisi sinceri, che vengono dal cuore.


...e se tra qualche giorno sarete stufi di mangiare pandori e panettoni a colazione (o se come me vi sono proibiti, sigh...), potete sempre provare questa buonissima brioche allo yogurt! Non ricordo da chi avevo preso la ricetta, l'avevo salvata molto tempo fa e mai provata... Vi scrivo gli ingredienti che ho usato io, ovviamente voi sostituiteli pure con altri contenenti lattosio, se non avete problemi.



Buon Natale!!


Ingredienti

500 gr di farina
(metà manitoba e metà 00)
100 gr di latte di soia
150 gr di yogurt di soia
2 uova + 1 tuorlo
100 gr di zucchero
60 gr di margarina
1 cucchiaio di miele
12 gr di lievito di birra fresco
7 gr di sale
la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia
2 cucchiai di rum
Procedimento

Sciogliere 1 cucchiaino di miele, il lievito, le bucce di mezzo limone nel latte tiepido; poi unire 90 gr di farina, mescolare bene e mettere a lievitare finché raddoppia di volume. Mescolare il resto delle scorze con lo yogurt.
Unire al lievitino le uova una alla volta, il tuorlo, metà zucchero (50 gr), e la farina.
Unire lo yogurt in 3 volte, il resto dello zucchero e far incorporare bene il tutto.
Aggiungere ora il miele rimasto, il sale, la margarina fusa e per ultimo il rum.
A questo punto lavorare ancora capovolgendo 2-3 volte l'impasto, deve risultare bello legato, liscio ed elastico. (io ho fatto fare il lavoro alla macchina del pane)
Coprire e mettere a lievitare fino al raddoppio (circa 90') a 26°.

Passato il tempo, infarinare per bene il piano di lavoro, rovesciare l'impasto e dare un giro di pieghe del tipo 2  senza stringere troppo (cioè prendere un lembo di pasta, tirarlo leggermente verso l'esterno e ripiegarlo verso il centro; fare lo stesso con un lembo a parte e così via fino a completare il giro).

Rovesciare sottosopra l'impasto e metterlo a riposare per 15 minuti a Campana.
A questo punto, dividere l'impasto in due parti, formare una treccia, spennellare con albume, adagiarla delicatamente in uno stampo da plumcake, coprire* e mettere a lievitare a 28° fino al raddoppio. Quindi spennellare nuovamente, cospargerla di granella di zucchero ed infornare a 170° per circa 35 minuti.
*di solito io ricopro gli impasti in lievitazione con della pellicola per alimenti unta di margarina o di olio.

7 commenti:

  1. bellissimo post... io non amo molto pandori e panettoni, eppure mi affanno per produrli...
    ma, invece vorrei provare questa tua briosche, tanto soffice quanto buona..
    ti auguro il più dolce dei Natale in compagnia dei tuoi pensieri più cari, e delle persone che ami..
    un abbraccio sincero
    Anna

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  2. Buone feste carissima!!! Un grande abbraccio :-)

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  3. mmmm adoro questi dolci sofficiosi, sono un ottimo risveglio.
    Intanto mi sono unita ai tuoi lettori e mi salvo la ricettina ciao kiara

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  4. Ciao cara, passa da me c'è un premio per te :)
    http://blackbettyslab.blogspot.it/2013/01/premio-sunshine-awards-e-ringraziamenti.html
    Sperando ti faccia piacere ♥

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  5. Ultimante ho la fissa per le brioches e questa ha un aspetto fantastico :D

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Io ti voglio bene, lo sai, sì?

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