"…in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..."

(Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto")


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lunedì 30 aprile 2012

Colazione per eterni bambini


Avete presente le merendine Kinder brioss? Ecco, questa torta leggera e dal delizioso sapore di succo di frutta io trovo che ci si avvicini molto...E cambiando il tipo di succo, si può ottenere ogni volta un dolce diverso. Che ne dite, ad esempio, di una versione al cacao, con succo di frutta ai mirtilli? 
La farcitura -una golosa cremina al sapore di succo di frutta- si sposa benissimo con la base -un soffice pan di spagna profumato, arricchito dallo stesso succo usato per la crema...


..chi la prova per primo? ;D

TORTA AL SUCCO DI FRUTTA
dal forum di Chef chef


Ingredienti per uno stampo di 22-24 cm

3 uova
150 gr di zucchero
200 gr di farina
1 bicchierino (di quelli da caffè, di plastica) di olio di semi
1 bicchierino di succo di frutta che più vi piace
1 bustina di lievito
la buccia grattugiata di un limone o di un'arancia non trattati

Per la crema:

150 ml di succo di frutta
50 gr di zucchero*
1 cucchiaio di farina

Lavorate bene le uova con lo zucchero fino a renderle ben chiare e aggiungete gradatamente tutti gli ingredienti, mettendo il lievito alla fine. Infornate a 180° per circa 25 - 30 minuti.

Nel frattempo preparate la crema della torta mescolando lo zucchero e la farina e unendo un po' alla volta il succo, cercando di non far venire grumi. Cuocete il tutto a fuoco moderato fino a quando la crema ottenuta non si sarà addensata. Una volta fredda, tagliate a metà la torta e farcitela con la crema al succo di frutta. 





Spolverizzate con zucchero a velo.



* fate attenzione alla quantità di zucchero che usate per la crema, perché dipende da quanto è dolce il succo di frutta che scegliete. Io vi consiglio di assaggiarlo prima e di regolarvi di conseguenza.



Questa è la versione con succo di frutta all'arancia:




Buona colazione a tutti!



martedì 24 aprile 2012

Spaghetti...pardon...linguine al nero di seppia


.....in realtà erano linguine, ma nel sistemare la foto mi sono confusa... :-/

Ingredienti per 4 persone

200-300 gr di seppia
16 gr di nero di seppia*
1 aglio
1 bicchiere di vino bianco
qualche cucchiaio di brodo di pesce
olio evo
sale
prezzemolo
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1/2 peperoncino (se piace)

Spaghetti o linguine


Preparazione

Soffriggere in una padella capiente l'aglio privato dell'anima e tagliato a spicchi, insieme al peperoncino.
Eliminate entrambi e unite le seppie tagliate a pezzetti, fatele insaporire e sfumate col vino bianco; quando il vino sarà evaporato, aggiungete il concentrato di pomodoro -precedentemente diluito con un po' di brodo di pesce, salate (poco) e fate cuocere le seppie a fiamma moderata, unendo, se necessario, altro brodo. Non cuocetele troppo, però, altrimenti diventeranno stoppose.
Quando saranno pronte, unitevi il nero di seppia e amalgamate bene il tutto.

Lessate la pasta, scolatela lasciandola umida e fatela insaporire nella padella con le seppie, cospargendo alla fine con tanto prezzemolo fresco.

*per questa ricetta io ho usato del nero di seppia già pronto, semplicemente perché un giorno l'ho visto in un negozio e l'ho preso, pensando che prima o poi lo avrei usato. Se volete, però, potete farvi lasciare dal pescivendolo la vescichetta interna della seppia, quella che contiene il nero, estrarla con molta delicatezza e usare il contenuto.


lunedì 16 aprile 2012

Ravioli cinesi al vapore

Un bel po' di anni fa, ma proprio un bel po' -tipo una quindicina...-, interno casa -la sua-.
Un gruppetto familiare, tra zii e cugini sparsi, sta decidendo la cena, in un chiassoso sovrapporsi di voci tradizionali: "Nu bell' spaghettiell'?", cori da stadio: "Panino porchetta, formaggio e melanzane sott'olio!", timide proposte: "Pizza a domicilio?"...Nell'indecisione, io e lei facciamo capolino dalla stanza accanto e gridiamo: "Ordiniamo cinese?!" Vorrei potervi dipingere lo sguardo inorridito di mia madre, cresciuta a ragù e melanzane imbuttunate e la faccia a forma di punto interrogativo di mio zio -suo padre- per cui la cena dei sogni è sempre consistita in brodo vegetale e verdurine non ben definite per contorno...Ad ogni modo, sarà stato lo sfinente brusio di "E dài e dài edàiedàiedàiedàiedài ti prego ti prego tipregotipregotiprego" o la promessa che avrebbero mangiato qualcosa di così buono che poi ci avrebbero ringraziato per tutta la vita -ehm....-...e cinese fu.

Io, al tel:
"Pronto, ristorante xyz@*&^ç? Vorrei ordinare una cena a domicilio"

Signorina cinese:
"Sì, plego, mi dica indilizzo"

Io (mi starà prendendo in giro, col fatto che tutti imitano i cinesi mettendo al posto della r la l, che tipa divertente):
"eheh...simpatica: via Jervis 3"

Signorina:
"Sì, via Jelvis..."

Io:
"..No, via Je-R-vis!"

Lei:
"Sì, ho capito, Je-L-vis"

Io, cocciuta (e anche un po' deficiente, diciamolo):

"No, Je-R-vis, con la R!!"

Lei (che si stava, giustamente, innervosendo):
"SI' JELVIS, CON LA L, HO CAPITO!"

Io:
".............Bene, grazie...mi scusi....."

E così è andata in frantumi la mia stupida e ignorante convinzione che la pronuncia della r in l fosse una specie di leggenda metropolitana, come quando per fare il verso agli italiani gli stranieri parlano sempre siciliano o dicono ridendo "Pizza ca' pummarola 'ncoppa" e cose simili...luoghi comuni, insomma....Invece mi sono resa conto a mie spese che ci sono consonanti e vocali che sono davvero impronunciabili per chi è straniero (come per noi lo è la "r alla francese" o lo sono alcune vocali delle lingue nordiche) e da allora non mi permetto più di prendere in giro i cinesi....giulo, mai più!!...ops....

Però, come vi avevo già detto qui, io adoro il cibo cinese e quindi questa volta beccatevi i ravioli al vapore, con la loro deliziosa salsina agrodolce di accompagnamento!

RAVIOLI AL VAPORE CON SALSA AGRODOLCE PICCANTE


Ingredienti per 4 persone
(ne escono parecchi, quindi se dovete mangiarli insieme ad altre cose, vi conviene dimezzare le dosi, come abbiamo fatto noi)

500 gr di farina 00
1 pizzico di zenzero
400 g di carne di maiale tritata 
1 cipollotto verde
½ carota
1 spicchio d'aglio tritato 
3 cucchiai di sherry secco
1 cucchiaino e ½ di sale 
foglie di verza
1 cucchiaio di salsa di soia

Fate un impasto di acqua e farina, aggiungendo tanta acqua quanta ne serve per ottenere un impasto elastico (circa 250-300 gr) e unendovi un pizzico di sale.


 Amalgamate la carne con lo sherry, l'aglio, la carota e il cipollotto tritati finemente; salate e unitevi lo zenzero e la salsa di soia.

 
 Stendete la pasta e ricavatene prima degli gnocchi 


che poi stenderete in dischi sottili del diametro di un bicchiere o dei quadrati piuttosto grandi.


 Farciteli mettendo un cucchiaino di ripieno nel centro di ciascun disco di pasta e chiudete ciascuno a metà; sigillate il ripieno all'interno della pasta premendo bene i bordi della stessa.

Foderate l'apposita vaporiera (io ho usato una pentola normale dotata di cestello per la cottura al vapore, ma se voi avete quella di bambù ancora meglio) con una o più foglie di verza, sistemateci sopra i ravioli e fateli cuocere per circa 10-15 minuti al vapore, fino a quando la pasta dei ravioli inizierà a diventare piuttosto trasparente.


 Una volta pronti, teneteli da parte in caldo e preparate la salsa agrodolce.

SALSA AGRODOLCE PICCANTE

1 tazza di acqua (circa 240 ml)
1 cucchiaio colmo di zucchero
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaio colmo di salsa di soia
1 cucchiaino di pasta di peperoncino
(si può omettere, se la preferite non piccante)

Stemperate la maizena nell'acqua, unite tutti gli ingredienti in un pentolino e fateli addensare su fiamma bassissima.



Con questa ricetta partecipo al contest di Profumo di Sicilia :

"Il giro del mondo in 80 e più ricette, cucina etnica per tutti i palati in collaborazione con Tec- Al"


venerdì 13 aprile 2012

"One isn't master of one's moods"

Giornata uggiosa...anzi, uggiosissima.
E quest'uggia mi sta entrando nelle ossa e mi toglie la voglia di fare, di pensare e soprattutto di agire...
Il cielo è pesante e grigio di pioggia e l'aria è è stagnante, come se l'acqua ed il vento non riuscissero a rinfrescarla. O forse sono io, quella che ha pensieri pesanti, più del tempo.
Mi sento stranamente stanca e senza idee, come una che ha corso troppo e adesso vuole prendere fiato...la verità è che ho imparato ad assecondare questi stati d'animo, invece di combatterli e ad ascoltare il mio corpo, per capire quello che mi sta dicendo, con i suoi mal di testa, la sua debolezza, la spossatezza immotivata...il corpo ha sempre un perché e io voglio impegnarmi a lasciarlo parlare...

E mentre io sto in silenzio e ascolto, voi godetevi questa ricetta del tortano pasquale, gentilmente donatami dalla mia deliziosa suocerina :)
Lei ricordava di averla sentita da Mauro Improta, alla Prova del Cuoco...ad ogni modo, io l'ho trovata fantastica, è venuto un tortano buonissimo, ricco di sapori e morbido al punto giusto!

Grazie come sempre, Donna Amalia =)

TORTANO PASQUALE*


Ingredienti per un stampo a ciambella grande
(io ho fatto metà dose)

1 kg di farina 00 di forza 
(io ho usato l'80% di farina 00+il 20% di manitoba)
2 cubetti di lievito di birra
circa 600 gr di acqua tiepida**
200 gr di sugna
100 gr di pecorino grattugiato
100 gr di parmigiano grattugiato 
1 cucchiaino di zucchero (io di malto)
sale e pepe
(attenti a non esagerare col sale, io ne ho messo un cucchiaino per metà dose di farina...siate invece generosi col pepe =) )
150 gr di provolone piccante o dolce
150 gr di salame...ovviamente napoletano ;)
150 gr di cicoli 
-oppure 150 gr di caciocavallo 

8 uova sode col guscio per la decorazione 
(qualcuno mette le uova sode all'interno, ma a me non piacciono)


Procedimento

Fate un lievitino con circa 200 gr di farina e il lievito sciolto in tanta acqua quanto basta ad ottenere un impasto piuttosto molle. Mescolate bene e fate lievitare coperto per circa 30-40 minuti.

Mettete il resto della farina nella ciotola dell'impastatrice (o fate la fontana, se lavorate a mano) e unitevi il lievitino, i formaggi grattugiati, il sale, una bella grattugiata di pepe fresco e metà sugna.
Avviate l'impastatrice col gancio e a poco a poco incorporate l'acqua tiepida, **tenendo conto che potrebbe non volerci tutta la dose della ricetta o, al contrario, la farina potrebbe chiederne ancora (soprattutto se, come me, usate anche la manitoba); lavorate finché l'impasto non incorda, pur rimanendo un po' appiccicoso. Io di solito unisco i grassi -in questo caso lo strutto- sempre alla fine e un po' alla volta, in modo da farli assorbire per bene, mia suocera invece lo mette tutto insieme...regolatevi come preferite.

Una volta che l'impasto sarà pronto e toccandolo si appiccicherà ancora un pochino alle dita, mettetelo nuovamente a lievitare in un posto riparato, per circa 1-2 ore, comunque fino al raddoppio.

Terminata la seconda lievitazione, riprendete l'impasto, sgonfiatelo un pochino con le mani e, sempre con le mani e non col matterello, spianatelo fino a dottenere un rettangolo; spalmateci sopra l'altra metà della sugna, ancora una bella spolverata di pepe e infine i salumi e i formaggi tagliati a pezzetti piccoli.
Arrotolate la pasta


e formate una ciambella, che sistemerete nello stampo ad anello e farete lievitare ancora per 1 ora, 1 ora e 1/2, fino a che raggiunge quasi il bordo dello stampo

non so perché le foto mi sono venute tipo atmosfera aliena... :-/

A questo punto, appoggiate delicatamente le uova sode sulla superficie del tortano, cercando di farle entrare un po' nell'impasto



Infornate a 180°-190° per circa 45-60 minuti (con mezza dose mi ci è voluta circa mezzora).



*come molte delle ricette tradizionali delle feste, anche il tortano subisce numerose variazioni, a seconda della zona e della famiglia in cui viene preparato. A casa mia, ad esempio, e in molte case del Casertano, il tortano è quello detto "'nzogna e pepe", cioè solo con la sugna e moooolto pepe e le uova sode all'esterno. Da mia suocera, invece, e per la maggior parte delle famiglie napoletane, quest'ultimo viene chiamato "casatiello" (che a Caserta è un dolce...che macello), mentre il tortano ha all'interno salumi e formaggi...Insomma, in qualunque modo vogliate chiamarlo, rimane un rustico golosissimo e saporito, che non può mancare sulla tavola di Pasqua! E, perché no, anche in altri momenti dell'anno... ;)




sabato 7 aprile 2012

Colomba a lievitazione naturale delle Sorelle Simili


Buonissima Pasqua a tutti voi!


...eccomi!! Tra le colombe, la preparazione del tortano -che poi posterò- alle prove del coro (eh sì, faccio parte di un meraviglioso coro polifonico e ogni volta, nei periodi liturgici più importanti dell'anno, viviamo momenti magici come solo la musica sa far vivere), questa settimana è stata davvero pienissima!

Allora...dopo le fatiche del Panettone natalizio, non potevo farmi sfuggire l'occasione di sperimentare anche la colomba delle "Mitiche"! Forse è la mia esperienza con loro ad essere sempre positiva, ma io trovo che ogni loro impasto sia stupendo, lavorabile e quasi sempre perfetto, le loro ricette sono chiarissime e finora non mi hanno mai deluso.

Ma bando alle ciance...la ricetta:

COLOMBA A LIEVITAZIONE NATURALE
dal libro "Pane e roba dolce"

Ingredienti per 5 colombe da 500 gr
(io ne ho fatte 2 da 750 gr e una da 1 kg)

240 gr di lievito rinfrescato 5 volte
(secondo questa tabella di marcia)
225 gr di burro morbido
225 gr di zucchero
400 gr di latte tiepido
2 uova medie
4 tuorli d'uovo
1 kg di farina 00 di forza

Impastate molto bene tutti gli ingredienti, unendo un po' alla volta le uova (mescolate a parte con i tuorli) e il burro, sempre poco alla volta, facendolo assorbire via via all'impasto. Lavorate bene il tutto, fino a che l'impasto sarà liscio e lucido (cioè "incordato"), mettetelo in una ciotola unta di burro e fatelo riposare 12 ore circa a 23-25° (io l'ho tenuto nel forno spento).
Alla fine del riposo dev'essere più che raddoppiato.

Secondo impasto

50 gr di zucchero a velo
60 gr di burro morbido
30 gr di mandorle, tostate e tritate sottili
300 gr di scorza d'arancia candita, tritata
2 tuorli
8 gr di sale -un cucchiaino colmo
1 stecca di vaniglia, aperta per il lungo, estraendone i semini con la lama di un coltellino
1 fialetta di aroma di mandorla amara (mia aggiunta)



5 forme di carta da 500 gr


Amalgamate bene tutti gli ingredienti, aggiungendo il primo impasto e facendolo incordare di nuovo.
Fate riposare per 20-30 minuti ("puntatura"), poi dividete l'impasto nei contenitori e fate lievitare per circa 3-4 ore al caldo.
Io copro sempre con della pellicola unta di burro a contatto con l'impasto, per un'ulteriore protezione...


Per quanto riguarda la forma della colomba, io ho fatto un cilindro d'impasto centrale, un po' più grosso al centro e poi due palline ai lati, per le ali...poi ognuno ha i suoi metodi :)


Per la glassa

75 gr di mandorle, pelate e tritate
130 gr di zucchero
50 gr di chiara d'uovo, circa

Mescolate tutto battendo con un cucchiaio di legno e, usando una tasca da pasticciere con bocchetta liscia, coprite le colombe con la glassa, distribuendola soprattutto sui bordi per non appesantire il centro.


Per la copertura


40 gr di mandorle non pelate, intere
2 cucchiai di zucchero a velo
2 cucchiai di granella di zucchero


Guarnite le colombe con le mandorle intere, un po' di zucchero in granella e spolverizzate il tutto con zucchero a velo.


Infornate in forno già caldo a 180°-190° per circa 25-30 minuti, facendo la prova stecchino.


...a domani con la foto della fetta e i giudizi dei banchettanti!!

13 Aprile: purtroppo con rammarico vi dico che non ho foto della fetta, non sono riuscita a farne...sì, ammettetelo, vi stavate già strappando i capelli per il dolore... =)
I giudizi dei banchettanti sono stati vari e svariati...La colomba era molto buona, ma meno soffice di quanto mi aspettassi. Forse il lievito madre non era pronto come sembrava (eppure la lievitazione è stata perfetta!) o forse...boh, forse boh. Comunque era buona, la glassa buonissima e mi sa che qualche volta ci riprovo, magari col lievito di birra e molto meno stress ;D